Lunghissimo l'elenco delle minacce: dalla testa di capretto mozzata al tentativo di rapina per ottenere un somma non dovuta di 230mila euro. L'incubo di una famiglia del Reggino

Al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura  di Reggio Calabria, alle prime luci dell'alba i carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato Emanuele Quattrone, 47 anni, già noto alle forze dell'ordine, sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora con divieto di allontanamento dalla propria abitazione dalle ore 20.00 alle ore 07.00 nell'ambito di altro procedimento penale.

Le accuse.  In concorso con altri soggetti in corso di identificazione, Quattrone è ritenuto responsabile di aver compiuto atti tali da costringere due coniugi, residenti a Gallina, a corrispondere la somma non dovuta di 230mila euro quale corrispettivo per presunti lavori di completamento dell'edificio di loro residenza per i quali aveva già ricevuto a saldo euro 443 mila euro nell'aprile 2011.

QUATTRONE-Emanuele-cl.-69-166x240Le minacce. "Nello specifico, le minacce si concretizzavano con il lancio di una testa di capretto mozzata, contro il cancello dell'abitazione dei coniugi, o nel fissare un pallone all'interno del tubo di scarico dell'abitazione dei predetti, mediante l'utilizzo di tavole inchiodate, così determinando l'allagamento della scuola di musica adiacente, in mancanza del deflusso di acqua dal cortile; nel cagionare un principio di incendio nell'ottobre 2012, appiccato all'esterno del muro di confine dell'abitazione sul quale in superficie insistono le tubature dell'acqua e della fogna, nell'inscenare, un tentativo di rapina posto in essere da quattro soggetti a mano armata a volto coperto che - senza asportare alcun bene – minacciavano uno dei coniugi, puntandogli contro una pistola; nell'inviare, su una delle utenze telefoniche in uso ai coniugi, un messaggio contenente minacce di morte; nel recapitare una lettera minatoria, invitando il marito ad "aggiustare la cosa" lasciando intendere che in caso contrario vi sarebbero state conseguenze per l'incolumità dello stesso e dei familiari; nel depositare, dinnanzi l'abitazione dei coniugi una bombola di gas della capienza 15 Kg; nel realizzare un falso profilo Facebook, con il quale monitorare l'operato dei coniugi e dei loro figli; nel pubblicare sul social network Facebook, durante il periodo della sua sotto posizione al regime degli arresti domiciliari nell'ambito di altro procedimento penale, 60 foto dell'abitazione oggetto del contendere, accompagnata da commenti minatori".

L'indagine e l'arresto. L'attività di indagine traeva origine dalla ricezione, presso la Stazione di Gallina, di diverse denunce sporte dalle vittime, dalle quali scaturivano una serie di accertamenti anche di natura contabile e bancaria effettuati con l'ausilio del Nucleo Operativo della Compagnia di Reggio Calabria. Quattrone, rintracciato dai carabinieri, è stato condotto nella locale Casa Circondariale a disposizione dell'Autorità giudiziaria.