Con un duro post affidato ai social, l'ex assessore comunale Giovanni Russo punta il dito contro l'attuale amministrazione, accusandola di fare propaganda su progetti ereditati e, soprattutto, di non riuscire a rendere operative strutture già pronte da mesi.

Secondo Russo, la narrazione comunicativa degli ultimi mesi sarebbe distorta. Molti dei video promozionali diffusi dall'attuale giunta riguarderebbero, a suo dire, opere che erano già state messe in sicurezza dal punto di vista burocratico e tecnico dalla precedente squadra di governo.

"È opportuno chiarire alcuni elementi, affinché i cittadini dispongano di un quadro completo e trasparente," esordisce l'ex assessore. "Praticamente tutti gli interventi presentati come 'risultati' erano infatti già in fase avanzata o conclusiva al momento dell’insediamento dell’attuale assessorato".

Il punto centrale della critica di Russo non riguarda però solo la paternità dei lavori, ma la loro effettiva messa in funzione. L’ex assessore elenca una serie di infrastrutture che, pur essendo ultimate, restano chiuse ai cittadini: Terminal bus (lavori conclusi da oltre un anno, ma la struttura resta non operativa), Casa dei Servizi Sociali in Piazza Annarumma (immobile completato da più di sei mesi e ancora inutilizzato), Centri Sociali di Vena Media e Vena Inferiore (ultimate da quasi due anni e formalmente inaugurate, ma di fatto inattive). 

Proprio sui centri sociali, Russo solleva un tema economico non indifferente: il degrado dovuto all'inutilizzo avrebbe costretto l'ente a un ulteriore esborso di oltre 50.000 euro di fondi comunali per riparare i danni causati da atti vandalici.

Il monito finale di Russo è un richiamo al pragmatismo. La distanza tra la "comunicazione pubblica" e lo stato reale dei fatti sarebbe, secondo l'ex componente della giunta, troppo ampia. 

"Un’amministrazione si misura non solo sulla capacità di raccontare, ma soprattutto sulla capacità di rendere operative le opere esistenti e programmare quelle future," conclude Russo, sottolineando come, sul fronte della nuova programmazione, permanga un silenzio preoccupante.