Molto partecipato il rito del venerdì Santo a Catanzaro. La tradizionale Naca è stata portata in processione per le vie del centro storico

Una processione silenziosa in un'atmosfera surreale. Catanzaro nel pomeriggio che precede la processione del venerdì Santo sembra una città paralizzata. Le strade vengono interdette al traffico veicolare e il centro storico è svuotato, muto. In attesa che i riti della tradizione facciano il loro corso ridestando nella comunità il confortante senso di appartenenza.

Bagno di folla. Già alle 18 il modesto piazzale antistante la chiesa del Carmine è gremito di fedeli che attendono l'avvio della processione. E' un vero bagno di folla anche quest'anno per la via Crucis catanzarese, il tradizionale rito che ha il suo acme nella fuoriuscita dalla chiesa della cosiddetta "Naca": una culla su cui è adagiato l'effigie del corpo di Cristo contornato dagli angeli e seguito da una statua della Madonna vestita di nero e rappresentata con il cuore trafitto da sette spade. Questo è il particolare che caratterizza la processione del venerdì Santo a Catanzaro.

L'attesa. In silenzio i fedeli hanno atteso l'uscita della "Naca" portata in spalla, come tradizione, dai Vigili del Fuoco e accolta con un lungo applauso. L'effigie, che ritrae il corpo di Cristo, è stata preceduta dai rappresentanti delle Confraternite e dalla rappresentazione in costume dell'ascesa al Golgota, luogo dove fu crocifisso.

Il percorso. Un Cristo scalzo, con la corona di spine intorno al capo, e incalzato dai centurioni ha percorso a piedi tutto il centro storico. La processione si è snodata nelle viuzze del centro percorrendo un affollatissimo corso Mazzini per ritornare infine intorno alle 20 alla chiesa del Carmine, dove la "Naca" assieme alla statua della Madonna hanno sostato prima di essere reintrodotte all'interno della chiesa. (Cz1)

https://youtu.be/FP2aoVWoNpg