Oggi, il Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale di Catanzaro ha pronunciato l'assoluzione per Giuseppe Spagnolo e Giuseppe Farao dalle accuse di omicidio di Vincenzo Pirillo, avvenuto il 5 agosto 2007. L'episodio ha avuto luogo durante una cena familiare, durante la quale la vittima è stata uccisa mentre teneva sulle ginocchia una bambina di 11 anni. L'atto era stato inizialmente qualificato come strage, poiché coinvolgeva più persone durante l'azione criminale.

Il Pubblico Ministero, rappresentato dal Dott. Guarascio, aveva chiesto l'ergastolo per Giuseppe Spagnolo, mentre aveva richiesto l'assoluzione per Giuseppe Farao. La richiesta di condanna si basava sulla presunta partecipazione di Spagnolo all'organizzazione del crimine.

In precedenza, nel mese di febbraio, la difesa aveva concluso le sue argomentazioni in risposta alle richieste di condanna del Pubblico Ministero. Tuttavia, nel mese di marzo, la situazione si è evoluta a seguito della collaborazione con la giustizia da parte di Gaetano Aloea. Il Giudice dell'Udienza Preliminare ha quindi deciso di integrare le prove, esaminando il nuovo collaboratore. Aloea ha dichiarato di essere stato l'esecutore materiale dell'omicidio e ha implicato il cognato, Giuseppe Spagnolo, nell'organizzazione del crimine.

La difesa ha contestato queste nuove affermazioni, dimostrando che gli undici collaboratori di giustizia che avevano accusato Giuseppe Spagnolo non erano credibili. Ciò è stato supportato dal fatto che attribuivano a Spagnolo il ruolo di esecutore materiale, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari nel giorno dell'omicidio e avesse subito un controllo dei carabinieri alle ore 22:32. Inoltre, tali affermazioni sono state smentite da prove documentali e testimonianze rilevanti. Gli avvocati Gianni Russano, Gregorio Viscomi, e Tiziano Saporito hanno difeso, rispettivamente, Giuseppe Farao e Giuseppe Spagnolo durante il processo.