Covid, aumentano i ricoveri: Calabria verso la "zona arancione"
La Calabria rischia la zona arancione. Dal bollettino quotidiano, infatti, non arrivano per nulla buone notizie: il tasso di positività è al 15%, con i positivi nuovamente sopra quota 2mila, le Terapie intensive vedono ben 38 pazienti pari al 20% dei posti letto occupati (la media italiana è del 18%) mentre i ricoveri nei reparti Covid sono 410 pari al 38% (la media italiana è del 27%). Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, è al lavoro insieme all'Unità di crisi Covid per aumentare i posti letto disponibili e far diminuire, conseguentemente, le percentuali che ormai hanno raggiunto le soglie critiche.
Per passare in zona arancione, infatti, bisogna superare tre parametri: un'incidenza superiore ai 150 casi per 100mila abitanti, la soglia del 30% dei posti letto occupati nei reparti ordinari e la soglia del 20% dei posti letto occupati nelle terapie intensive. Tutti elementi al momento rispettati dalla Calabria. Secondo le nuove regole le restrizioni della zona arancione, ricordiamo, non toccano chi possiede il super Green pass, ovvero chi si è sottoposto alla vaccinazione o è guarito dal Covid.
Da lunedì 17 gennaio quindi, secondo gli ultimi dati Agenas, a rischiare il passaggio in zona arancione sono il Piemonte, che supera entrambi i parametri (ricoveri 33%, Ti 24%), la Liguria, che oltrepassa la soglia dei ricoveri (38%) mentre è al limite per le rianimazioni (20%), così come la Sicilia (32% ricoveri, 20% terapie intensive) e la Calabria (ricoveri 38%, terapie intensive 20%). Resta molto in bilico, invece, la Valle D'Aosta, dove i ricoveri sono al 54% e le terapie intensive appena sotto il limite (18%). Oltrepassano il limite delle rianimazioni, invece, e si avvicinano alla soglia dei ricoveri, anche le Marche (25% ricoveri, 22% Ti) e il Friuli Venezia Giulia (28% ricoveri, 21% Ti). Per quanto riguarda la Lombardia, infine, il presidente della Regione, Attilio Fontana, oggi ha dichiarato che "la direzione è sicuramente quella" della zona arancione, ma i dati (31% ricoveri, 17% terapie intensive) lasciano ancora margini per evitare il cambio di fascia già da lunedì prossimo.
