La sanità assorbe il 63% della manovra pluriennale approvata a maggioranza. Dall'opposizione insorge Fausto Orsomarso: "Siamo all'anno zero". 

di TONINO FORTUNA

Una finanziaria da 5,4 miliardi, con poche risorse libere, ingessata dalla mannaia delle spese per la sanità che pesano per il 63% sulle tasche dei calabresi, comunque costretti ( paradosso dei paradossi) ad emigrare per curarsi. I numeri non vengono meno al governatore. La manovra passa in Consiglio regionale ad ampia maggioranza. L'opposizione rimane una meteora nell'aula di palazzo Campanella. Tallini, Orsomarso e poco altro.

In sintesi. Disco verde alla legge di Stabilità, al bilancio di previsione 2016 e a quello pluriennale 2016-2018. Non è mancato neppure oggi il solito rimpallo di accuse, con il capo dell'esecutivo a prendersela con i pochi che hanno provato ad opporsi "di farlo strumentalmente".

Le incombenze. Il governatore, tuttavia, non ha potuto non ammettere ciò che era sotto gli occhi di tutti: “C'è un dato generale - ha detto Oliverio -  che deve essere considerato: la contrazione delle entrate e i minori trasferimenti statali a fronte di un aumento della domanda di servizi. Ecco perché ci troviamo davanti bilanci sempre più ingessati”.

Il refrain. Puntuale, pure, il solito richiamo alle colpe del passato con tanto di maledizioni. Oliverio ha lanciato un anatema contro chi ha voluto il commissariamento della Sanità senza ricordare che mentre Scopelliti ha menato da commissario le danze in prima persona, lui si è fatto a sua volta commissariare da Renzi e soci che hanno smentito con i diktat e le imposizioni romane fin troppo facili proclami da campagna elettorale.Ora però la priorità è "rinegoziare il Piano di rientro, altrimenti la sanità non si potrà rimettere in piedi".

La sfida degli ultimi. Nulla da fare neppure sul fronte del disagio economico che ormai avvolge diverse fasce della popolazione. E' noto, d'altronde, che la Regione faccia enorme fatica a mettere in pratica una politica che punti a rimarginare la povertà dilagante. “E' impossibile – ha confessato oggi Oliverio - pensare che con il bilancio della Regione possa essere affrontata questa piaga . Alzi la mano chi ci crede veramente”. Se non è una resa, poco ci manca.

Il dibattito. “E' una manovra ostica – ha spiegato Giuseppe Aieta - ma i calabresi troveranno poste di bilancio che danno spessore a questa azione di governo". Puntuali le osservazioni di Carlo Guccione: "C'è un'evidente difficoltà a utilizzare le risorse". Negativo, da destra anche il giudizio dello scopellitiano Fausto Orsomarso (An): "Questo bilancio ci porta all'anno zero”. Ugualmente pesante Mimmo Tallini: "Nessuna risposta, nessuna prospettiva per la nostra regione".  Per Giuseppe Mangialavori, infine, la manovra  "è un provvedimento che non aggredisce i veri problemi della Calabria, ci saremmo aspettati molto di più".