Coronavirus, l'imprenditore De Masi: "Collasso sanitario ed economico"
Stiamo attraversando un periodo drammatico. La nostra regione sta entrando in una crisi su due
livelli, quello sanitario e quello economico". Lo afferma Nino De Masi, imprenditore di Rizziconi (Rc) sotto scorta per essersi ribellato al racket e ora al Nord, dove in questo momento si è messo prudenzialmente in quarantena decidendo di non tornare in Calabria. Per quanto riguarda quello sanitario, spiega De Masi, "presto tutti i deficit e le criticità, frutto di lustri di malgoverno e scelte scellerate della politica, verranno fuori. Il sistema sanitario calabrese sarà chiamato, alla luce di questi eventi, a compiere dei
miracoli. L'impatto a cui sto assistendo nelle altre regioni, ad iniziare da quella dove mi trovo in questo momento in quarantena, è devastante. E parliamo di una di quelle regioni considerate un modello a livello mondiale per ciò che attiene la sanità. Si prevede un utilizzo massivo delle terapie intensive per diverse migliaia di posti letto. E una situazione che, in proporzione, investirà la Calabria. E da ciò, salvo miracoli, sembra non esserci via d'uscita. Non c'è qui, dove mi trovo, immaginate cosa potrebbe accadere giù a casa".
Calabria moribonda Per fra fronte alla crisi, spiega De Masi, "occorrono risposte nette", ragion per cui c'è il "disperato e urgente bisogno che la politica prenda il controllo della situazione e indichi una strada, un percorso per sperare di uscire e limitare i danni rispetto a ciò che si sta appalesando come un disastro. Chi è stato eletto per governare deve, ciò è categorico e non procrastinabile, assumere le redini del comando e fare quanto è necessario", mettendo da parte "ogni divisione e correre
immediatamente al capezzale della moribonda Calabria per metterla in terapia intensiva e farla rinascere".
