"Il Consorzio Tirreno Vibonese continua ad assumere comportamenti in contrasto con ogni logica di umanità e solidarietà, credendosi probabilmente 'il verbo' e di poter su tutto e tutti". Ad esprimersi con toni molto duri sono gli agricoltori della zona di Briatico che hanno deciso di fondare il comitato "Impianto Murria". L'attacco al presidente del Consorzio, dottor Domenico Piccione, nasce da un aumento della tariffa idrica causata - sostiene lo stesso Piccione - dalla necessità di andare incontro a molteplici atti vandalici. Negli ultimi anni, infatti, "il nostro personale ha verificato manomissioni alle bocchette installate, furti d'acqua, allacci abusivi di ogni genere" che hanno "influito negativamente sull'economia della gestione consortile".

Coltivazione della Cipolla rossa di Tropea. L'impianto "Irriguo Murria", dopo iniziali problematiche, è entrato in funzione tra il 2014 e il 2015. Una "maestosa opera" che ha offerto "possibilità ulteriori per la produzione e la valorizzazione dei prodotti locali, tra cui nello specifico la 'Cipolla rossa di Tropea'". Nel 2013 è stata stipulata una convenzione che prevedeva "il versamento di regolare cauzione per la consegna e rilascio della tessera da ricaricare di volta in volta e la corresponsione di un contributo pari a 0,10 euro/metro cubo di acqua". Già nel 2018, però, il Consorzio "inspiegabilmente e in maniera unilaterale" aveva deciso di aumentare il contributo a 0,20 euro/metro cubo.

Aumento dei costi. "Alle rimostranze degli agricoltori - scrive il Comitato - il Consorzio (anche per la stagione irrigua 2019) decide di abolire l’utilizzo della tessera a favore di versamenti forfettari da effettuare attraverso bonifici bancari (che nessuna attinenza hanno con i reali consumi e che, in alcuni casi, portano gli aumenti al 1000%)". Per questa ragione, a fronte dell'aumento delle tariffe, gli agricoltori hanno richiesto il ripristino delle condizioni sottoscritte nel 2013 in quanto "rigettiamo con forza ogni ipotesi da voi propostaci nell’accordo bozza che in questi giorni avete fatto circolare fra alcuni aderenti-utenti. Vi invitiamo alla predisposizione di servizi a tutela delle opere consortili e controlli, anche con ausilio, se necessario, delle forze dell’ordine".

"Pronti a ogni forma di lotta". "Sappia il signor presidente – scrive Giuseppe Mantegna, presidente del Comitato, in una lettera indirizzata a Zoom24 – che gli agricoltori sono pronti ad ogni forma di lotta per salvaguardare il corretto funzionamento della struttura (che dopo 50 anni ha reso civile e sufficientemente remunerativa la coltivazione dei terreni), e che, se atti vandalici fantomatici o errori del piano economico originario incidono sulla corretta gestione consortile, egli può comodamente rivolgersi alle autorità competenti, senza accanirsi, come intende fare, su chi lavora 12 ore al giorno nei campi per assicurare il sostentamento della propria famiglia".