Vittima dell'inquietante "avvertimento" Giovanni Mancini, noto operatore alberghiero per anni gestore del rinomato 501

Una testa mozzata di un capretto ed una foto, la sua. E' inquietante il messaggio di chiara matrice intimidatoria fatto recapitare davanti casa, in pieno centro a Vibo, all'imprenditore turistico alberghiero Giovanni Mancini, 39 anni, noto in città per aver gestito per diversi anni l'Hotel 501. La Squadra mobile di Vibo Valentia, diretta da Tito Cicero, ha avviato le indagini. Effettuati tutti i rilievi del caso nel tentativo di ricostruire la vicenda. Diverse le ipotesi al vaglio degli investigatori che lavorano nel massimo riserbo.

Nel 2013 Giovanni Mancini, insieme al fratello Giuseppe, era stato coinvolto in un'indagine (i cui sviluppi processuali sono ancora in corso), condotta dai carabinieri della Stazione di Vibo per l'ipotesi di reato di truffa aggravata all'Inps per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo l'accusa gli imprenditori avrebbero fatturato solo parzialmente i ricavi di eventi e matrimoni in modo da integrare i presupposti per la Cassa integrazione di alcuni lavoratori impiegati invece nelle ore di non occupazione coperte dalla Cig.