Rinascita-Scott, Falvo: "L'inchiesta ha retto oltre le più rosee previsioni"
La "monumentale" inchiesta "Rinascita-Scott" è fondata, le misure cautelari hanno infatti tenuto "oltre le più rosee aspettative" e, soprattutto, non c'entrano in alcun modo con la fondatezza dell'accusa. Intervistato a "L'Altro Corriere tv", rispondendo alle domande di Danilo Monteleone e Ugo Floro, il procuratore di Vibo Camillo Falvo ha parlato anche della maxi inchiesta della Dda di Catanzaro che qualche mese fa ha inflitto un duro colpo alla 'ndrangheta vibonese. Dichiarandosi completamente a favore dello svolgimento del processo al PalaMaiata, in quanto è importante dare un segnale forte e impedire che passi l'immagine di qualcosa "che non riguarda la città di Vibo".
Scioglimento dei consigli comunali. Intervenendo sulle infiltrazioni mafiose all'interno della amministrazioni comunali, e in particolare sulla legislazione che regola lo scioglimento dei comuni, il procuratore ha dichiarato la necessità che l'intervento sia "un po' più chirurgico": "Nel senso che andare a colpire solamente il livello politico non serve. Se tu hai il soggetto all'interno del comune che è vicino all'ambiente mafioso e ha aiutato in qualche modo l'amministrazione a essere eletta, non basta colpire il livello politico ma è necessario una sorta di intervento un po' più incisivo che consenta di estirpare il male". Precisando che, naturalmente, se ci fosse la possibilità di aprire un procedimento penale il problema non si porrebbe. E sulla questione dell'incandidabilità, ovvero sui numerosi casi in cui i sindaci di comuni sciolti per mafia vengono poi rieletti a furor di popolo: "Non faccio riferimenti a casi specifici ma è sintomo di qualche patologia sociale. Per quella che è stata la mia esperienza, nei casi in cui sono stati sciolti comuni nel 99% dei casi i provvedimenti reggono, lo scioglimento andava fatto. Il problema è che il Tar giudica secondo principi diversi rispetto a quelli strettamente collegati al territorio".
Interdittive a imprese in odor di mafia. La normativa "lascia molta discrezionalità, molto è lasciato all’apprezzamento dell’autorità amministrativa in base a quelle che sono le risultanze investigative", ma la discrasia tra l'emanazione delle interdittive antimafia e quante reggono al vaglio del giudice è dovuto in parte "al fatto che quando vengono adottate non si ha un quadro completo, ma è necessario intervenire perché non si può lasciare ad imprese in odor di mafia il destino dell'economia in territori difficili". Insomma, "interviene in un momento in cui ancora l'accertamento delle responsabilità non è così chiaro", ma - nonostante a volte il provvedimento "forse è stato esagerato" - è anche vero che "ci sono stati tanti casi in cui l'interdittiva antimafia aveva lambito quel soggetto, quella struttura, e poi le indagini hanno dimostrato che andava fatto molto di più".
"Rinascita-Scott" va celebrato a Vibo. Sulla maxi operazione contro la 'ndrangheta vibonese, e in particolare sulla possibilità di trattare il processo fuori dalla Calabria, il procuratore di Vibo ha le idee molto chiare: "Ne ho parlato diverse volte con Gratteri, è importante come segnale: quelle strutture che abbiamo tanto combattuto a Vibo devono essere messe alla sbarra là, perché è là che bisogna dare il segnale che quel fenomeno va contrastato. Paradossalmente, dal punto di vista del messaggio, se fosse stato trattato da un'altra parte era come se fosse un qualcosa che non riguarda la città di Vibo".
Le scarcerazioni non riguardano la fondatezza dell'accusa. E sulla rivisitazione delle misure cautelari: "Ritengo che sia fisiologico che, soprattutto quando fai un'operazione di queste dimensioni, qualcosa venga limato in termini di esigenze cautelari. Il fatto che qualcuno venga scarcerato è dovuto al fatto che, rispetto a condotte avvenute a distanza di tempo, il Tribunale del Riesame può prevedere che non sia necessario che rimanga in carcere: ma questo non ha nulla a che vedere con la fondatezza dell'accusa". "La tenuta di un'indagine veramente monumentale - conclude Falvo - la potremo vedere solo alla fine, ma al momento, a mio avviso, le misure cautelari hanno tenuto anche oltre le più rosee previsioni".
