"I casi eclatanti e le operazioni coordinate dalla magistratura in Calabria mettono a nudo la sconcertante rappresentazione di alti esponenti istituzionali e della politica a vari livelli. Un quadro allarmante e cristallizzato nella memoria collettiva, che impone una chiamata alla responsabilità per l'intera comunità reggina e calabrese, dalle istituzioni alla cittadinanza". Inizia così la riflessione dell'associazione antimafia Libera di Reggio Calabria, che evidenzia: "Si assiste all'ennesima, impietosa dimostrazione che la nostra Regione vive sempre di più una profonda crisi di valori della propria classe dirigente, incapace ormai di portare avanti le istanze e i bisogni dei cittadini calabresi. Questi ultimi si ritrovano oramai in preda a sentimenti di sfiducia e disillusione, propri di chi non riesce più a riporre alcun affidamento in nessuno a seguito delle numerose offese patite".

Molteplici vicende giudiziarie. Il riferimento, si dice espressamente, è al "lungo rosario di nomi e vicende processuali che da un lato hanno diversamente riguardato le posizioni del presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini (coinvolto nell'inchiesta Farmabusiness, ndr) e del consigliere comunale (di Reggio Calabria, ndr), Antonino Castorina, e di altri 29 nuovi indagati dalla Procura per brogli elettorali; dall'altro lato le vicende di cronaca che hanno invece coinvolto Massimo Ripepi, sono accomunate dalla gravità e dal rilievo dei ruoli politico-istituzionali ricoperti". L'associazione non entra nel merito di questioni su cui faranno luce gli organi preposti, "vuole esprimere però rammarico e una posizione inequivocabile riguardo una situazione politica avvilente e generalizzata".

"Non si può più tacere sulla questione etica". “Non si tratta solo ed esclusivamente delle vicende giudiziarie e quindi di procedimenti pendenti e di cui attendere gli esiti, né tantomeno di notizie ad orologeria o di cui i destinatari paventano la montatura, quella su cui non si può più tacere - scrive l'associazione - è ‘la questione etica’ e che investe l’intera classe dirigente calabrese, alla quale noi ci appelliamo affinché si doti finalmente degli anticorpi necessari per isolare e mettere definitivamente alla berlina ed ai margini, fenomeni, atti e atteggiamenti come quelli di cui le pagine dei media sono sature. La cattiva politica, infatti, "mina le istituzioni democratiche, depaupera i cittadini dei diritti essenziali che invece dovrebbero essere loro assicurati, permette alle mafie di ingrassarsi”.

Il lavoro di Libera non si ferma. L'augurio è quindi che "il sospetto di alcun tipo non dovrà più investire il cittadino calabrese quando di nuovo sarà chiamato ad esprimere la propria preferenza al momento del voto”. L'associazione Libera, per questo, "proseguirà la propria azione antimafia, per un rinnovato e sano protagonismo all’interno della società calabrese e cercherà, con la società civile, di rilanciare un rafforzamento del dialogo con tutte le forze politiche, al fine di chiedere l’apertura di nuovi tavoli di confronto sui temi della selezione della classe dirigente, sulla trasparenza negli appalti, sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, sulla lotta alla corruzione ed alle logiche clientelari; serve avviare un ampio processo partecipativo perché ne nasca una comunità forte e coesa, capace di gettare le basi per lo sviluppo di questa regione”.