Coronavirus, psicosi nelle scuole italiane: "Metteteli in quarantena"
La febbre cinese contagia le scuole. Il preside del conservatorio Santa Cecilia di Roma si è consultato con l’ambasciata e poi ha messo in quarantena tutti i ragazzi orientali perché "in una stanza dove si fa lezione ci sono un docente e 10 studenti che lavorano insieme per sei ore cantandosi in faccia". E mercoledì tutti dal medico.
Al Mascagni di Prato, che conta il 70% di stranieri – la città con Milano e Roma è tra le comunità cinesi più forti – un gruppo di genitori in ansia ha scritto alla dirigente scolastica. Lei si è rivolta all’Asl che ha rassicurato tutti. E lo stesso ha fatto l’Ats – Agenzia tutela salute – del capoluogo lombardo. Tutto questo accadeva prima della rivelazione serale di Conte sui due casi di Coronavirus accertati a Roma. A Canda, mille abitanti nel Rodigino, il sindaco civico ha dovuto fronteggiare la protesta delle famiglie italiane, che via chat hanno minacciato di non mandare i figli a scuola, per paura di due fratellini tornati dalla Cina. I bimbi sono rimasti in quarantena tre giorni e sono rientrati in classe ieri.
