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Continuano le polemiche sull’assistenza veterinaria ai gatti randagi in provincia di Vibo Valentia. Nei mesi scorsi, alcune testate avevano riportato che diversi cittadini si erano visti rifiutare il primo soccorso per felini feriti, a causa di una presunta disposizione interna del Servizio Veterinario dell’ASP, ritenuta illegittima e contraria alla normativa vigente.

Secondo quanto segnalato dalle associazioni di protezione animali, la situazione persiste. «Quasi quotidianamente – spiegano Samantha Mercadante e Paola Cataudella – riceviamo conferme che il centralino dell’ASP oppone un rifiuto di intervento quando si tratta di gatti feriti, nonostante l’ente abbia una convenzione con una clinica veterinaria per garantire il primo soccorso a tutti gli animali».

Emblematico quanto accaduto il 26 dicembre: «Un gatto in gravi condizioni, che perdeva sangue, non ha ricevuto alcun soccorso – denunciano le associazioni – Il centralino e il veterinario reperibile si sono opposti a intervenire e non hanno attivato le procedure previste».

Le associazioni ricordano che, a seguito di precedenti segnalazioni, erano stati avviati incontri con il Servizio Veterinario. «Il Capo Dipartimento di Prevenzione, dott. La Tessa, ci aveva rassicurato – sottolineano Mercadante e Cataudella – sul fatto che almeno il primo soccorso sarebbe stato garantito. Tuttavia, ad oggi, la situazione appare tutt’altro che risolta».

Per queste ragioni, le associazioni chiedono agli organi competenti, e in particolare al dirigente del Servizio Veterinario e al responsabile dell’Area A, di «revocare immediatamente questa disposizione, che riteniamo immorale oltre che illegittima, e di ripristinare la legalità nelle procedure di soccorso».

«In difetto di riscontri concreti – concludono le associazioni – insieme alle altre associazioni di protezione animali, agiremo nelle sedi opportune secondo quanto previsto dalla legge».