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Si è celebrato il giudizio di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione nell’ambito del procedimento relativo alle presunte pressioni esercitate nei confronti del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso.

Sul banco degli imputati figurano Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, Giuseppe Salvatore Mancuso e Giovanna Del Vecchio, coinvolti in una serie di vicende ricondotte alla collaborazione del congiunto Emanuele Mancuso.

Nel corso dell’udienza il procuratore generale ha chiesto la condanna a 5 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a 3.200 euro di multa, per il reato di detenzione di armi aggravata dal metodo mafioso. Per Pantaleone Mancuso e Giovanna Del Vecchio è stata inoltre avanzata la richiesta di 2 anni di reclusione.

Dopo la requisitoria hanno preso la parola i difensori Francesco Sabatino, Francesco Capria e Giosuè Bruno Naso, che hanno evidenziato i passaggi ritenuti centrali della precedente pronuncia della Cassazione. In particolare, le difese hanno richiamato il rilievo dei giudici di legittimità sulla mancata individuazione di specifiche condotte di violenza o minaccia ai danni del collaboratore di giustizia.

La terza sezione penale della Corte d’Appello, presieduta dal giudice Giglio con a latere Fontanazza e Di Girolamo, si ritirerà in camera di consiglio il prossimo 30 ottobre per la decisione.