Blitz congiunto di carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo forestale dello Stato nella piana di Gioia Tauro. Nel mirino il lavoro nero ed il caporalato. Quattro le aziende controllate, 73 le perquisizioni personali, due le denunce a presunti “caporali”, entrambi del Burkina Faso. Questo il bilancio dell'operazione che segue quella dello scorso 11 novembre messa a segno nei territori di Melicucco e Serrata.

Le dichiarazioni del prefetto. "È stata un'attività penetrante – ha dichiarato il prefetto di Reggio Calabria Sammartino - proprio per riaffermare la necessità che ciascuno faccia la sua parte per questa ferita che c'è nella Piana di Gioia Tauro. È un'attività pedagogica un invito a tutti a rispettare la dignità di queste persone e del lavoro, e non cesserà. Proprio nel giorno in cui si celebra il sesto anniversario delle rivolte di Rosarno oggi rinnoviamo l'appello a tutti, lo Stato non molla, non torna indietro".

Sfruttati come schiavi. Circa un'ottantina di lavoratori extracomunitari lavoravano nelle quattro ditte controllate. Tutti sono risultati in regola sia per il lavoro che per quanto attiene al soggiorno nel territorio dello Stato. "Si sta affinando lo sfruttamento. Esiste – ha affermato Giuseppe Patania dell'ispettorato lavoro - una parvenza di legalità in ordine al contratto sono poche le situazioni di lavoro nero totale. Si assiste a una formale assunzione, però c'è sfruttamento nel rapporto di lavoro, nella paga e nello svolgimento dell'orario del lavoro". In effetti, la busta paga prevede formalmente una retribuzione di 44 euro al giorno, ma materialmente ne vengono corrisposti non più di 25. L'orario formalmente dovrebbero oscillare tra le sei e le otto ore, ma si lavora dall'alba al tramonto.

Il lager di San Ferdinando. I lavoratori extracomunitari continuano a soggiornare nel campo-lager di San Feridnando, in condizioni igieniche e sanitarie precarie. Massima attenzione da parte della Prefettura di Reggio Calabria. L'obiettivo è creare la ristabilire condizioni di vivibilità per gli immigrati. "Il campo - ha detto Sammartino - deve essere considerata una situazione provvisoria".