La tempesta giudiziaria che ha investito il mondo ultras di San Siro si arricchisce di un nuovo capitolo. Nell’ambito dell’indagine “Doppia Curva”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, la Polizia ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Giuseppe Poerio, 32 anni, già detenuto per vicende legate al narcotraffico.

Secondo quanto disposto dal gip Sara Cipolla, su richiesta del pm Paolo Storari, Poerio – soprannominato “il Pinna” negli ambienti della tifoseria organizzata – si sarebbe reso disponibile come esecutore materiale di un piano per uccidere Andrea Beretta, ex leader della curva nerazzurra e oggi collaboratore di giustizia.

A delineare i contorni del presunto progetto sarebbe stato Marco Ferdico, figura di rilievo del tifo organizzato, anch’egli già detenuto. Le sue dichiarazioni avrebbero contribuito a far emergere il ruolo attribuito a Poerio all’interno del presunto complotto.

L’inchiesta “Doppia Curva” continua così a far luce sulle dinamiche interne al mondo ultras milanese, tra equilibri criminali, rapporti con la criminalità organizzata e tensioni esplose dopo la decisione di Beretta di collaborare con gli inquirenti. 

Dalle deposizioni emerge un quadro agghiacciante: per la testa di Beretta era stata fissata una taglia di 100mila euro. Un piano di sangue che l'ex capo ultrà avrebbe percepito, decidendo di colpire per primo: sarebbe questa la genesi dell'omicidio di Antonio Bellocco, esponente dell'omonima famiglia di ’ndrangheta, ucciso da Beretta nel settembre 2024 per timore di essere a sua volta eliminato.

L'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia sta scoperchiando un sistema in cui il tifo organizzato appare come una mera copertura per affari illeciti e controllo del territorio. Poerio è inoltre accusato di aver esploso sei colpi di arma da fuoco durante una violenta lite nel luglio 2025, a dimostrazione di una pericolosità sociale che travalica ampiamente i confini dello stadio.

L'inchiesta “Doppia Curva” continua a delineare una realtà fatta di regolamenti di conti, alleanze con la criminalità strutturata e faide interne per la gestione del potere. Mentre Poerio resta in cella, gli inquirenti lavorano per blindare le accuse e fare luce definitiva sull'omicidio di Vittorio Boiocchi del 2022, tassello fondamentale di questa spirale di violenza che ha trasformato le gradinate di San Siro in un terreno di scontro tra clan.