Il sostituto procuratore generale di Catanzaro ha chiesto di ribaltare il giudizio di primo grado, ritenendo responsabili i tre imputati dell’omicidio Sassone

di GABRIELLA PASSARIELLO

“Il carcere a vita e l’isolamento diurno per tre mesi a carico di Franco Presta reo dell’omicidio Sassone insieme al collaboratore di giustizia Francesco Amodio per il quale chiedo dieci anni di carcere, e per l’altro collaboratore di giustizia Vincenzo Dedato, già ritenuto responsabile dei delitti Pelazza e Marchio invoco tredici anni di reclusione”. Il sostituto procuratore della Corte di Assise appello di Catanzaro Alessandra Ruberti, al termine della requisitoria ha chiesto ai giudici di ribaltare la sentenza di primo grado a carico di coloro che furono considerati i protagonisti della terza guerra di mafia a Cosenza, freddando Enzo Pellazza, Vittorio Marchio e Antonio Sassone.

Primo grado. I tre imputati, però, erano stati assolti, in primo grado, da ogni responsabilità in merito al delitto Sassone. Oggi la loro posizione è stata rivalutata e il pg ha chiesto che vengano tutti e tre condannati anche per la morte del quarantenne freddato a colpi di arma da fuoco dopo essersi ribaltato in una cunetta con la propria motoape a Terranova da Sibari. In aula era presente solo il collaboratore di giustizia Vincenzo Dedato, mentre Franco Presta ha seguito l’udienza in videoconferenza dal carcere di Sassari dove si trova ristretto in regime di 41 bis, il pentito Francesco Amodio, a cui la commissione centrale del Ministero dell’Interno ha revocato il programma di protezione, ha deciso di non comparire. Il suo legale l’avvocato Claudia Conidi ha preannunziato che si batterà perché venga dimostrata l’innocenza del suo assistito in merito ad un omicidio che non ha compiuto, come dichiarato dallo stesso pentito Dedato e confermato dalla sentenza di assoluzione di primo grado. Secondo le tesi difensive, Amodio non avrebbe avuto titolo a essere reso partecipe dei fatti omicidiari. Si ritornerà in aula il prossimo 27 aprile giorno delle arringhe difensive e della sentenza da parte dei giudici della Corte di assise appello di Catanzaro.

Il responso. Nell’aprile 2016, la Corte di assise aveva condannato Presta all’ergastolo con isolamento diurno per un anno per gli omicidi Marchio e Pelazza. Al pentito Dedato erano stati inflitti 10 anni e 6 mesi di reclusione per il delitto Pelazza, dal momento che per il delitto Marchio era stato già giudicato e condannato nel processo 'Terminator II', assieme a Ettore Lanzino.