"'Se sbaglio mi corrigerete'. Era il 16 ottobre 1978, e con poche, semplici e buffe parole, in un attimo Karol Wojtyla divenne per tutti il Papa, non un Papa. In un attimo, il mondo capì che il vento che soffiava da est avrebbe cambiato l'assetto geopolitico del pianeta. Per noi giovani dell'epoca - non ero ancora nato, ma più di metà vita l'ho trascorsa sotto il suo pontificato - quell'uomo divenne l'emblema della Chiesa, una Chiesa non del tutto guarita dai mali del passato, ma una Chiesa capace di svoltare, traghettata nel Terzo Millennio da quell'uomo buono, umile, un nonno per molte generazioni, ma capace di una rivoluzione dolce. Con lui caddero molte barriere, tante porte si aprirono, tanti mondi, seppur distanti, si incontrarono!". Con queste parole Stanislao Martire, sindaco di Casali del Manco in provincia di Cosenza, ha annunciato la scelta di San Giovanni Paolo II come nuovo patrono della città.

La scelta del Consiglio comunale. Oggi, 11 settembre 2020, a 15 anni dai suoi funerali, il Consiglio comunale ha infatti approvato la proposta presentata all'Amministrazione comunale dalla Consulta dei Parroci Casalini per individuare in San Giovanni Paolo II la figura patronale alla quale la Chiesa affida la protezione e l'accompagnamento dei cittadini Casalini, nonché le chiavi dell'intera cittadina presilana. Alla presenza dell'arcivescovo metropolita della diocesi di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, del vicario generale, monsignor Gianni Citrigno e di tutti i parroci che prestano e che hanno prestato il loro servizio pastorale nel territorio comunale, grande emozione e soddisfazione sono state espresse dal sindaco Martire e dal presidente del Consiglio comunale Covelli, con l'auspicio che il territorio comunale casalino, sull'esempio del suo Santo Patrono Giovanni Paolo II, sia più propenso a costruire ponti, anziché alzare muri, abbandonando i vecchi campanili.

Suo esempio guida per la città. "Le dimensioni del 'fenomeno Wojtyla' da oggi in poi - si legge in una nota - devono essere per Casali del Manco qualcosa di poli-direzionale, proprio come fu il suo magistero in vita. Una grandezza spirituale senza precedenti, sancita dalle sue predicazioni per l'uomo e per la libertà, dal suo sostegno morale e concreto verso intere generazioni segnate da guerre, violenze, soprusi. Giovanni Paolo II non ha cambiato la storia, l'ha fatta, incarnando ciò che predicava. È stato il Papa che è andato da tutti e che ha avuto il coraggio di mostrarsi al mondo con la sua sofferenza, con la sua espressione netta e colma di fede, pronunciando le parole 'sarò papa finché Dio vorrà'". "E in questo tempo di pandemia - conclude l'Amministrazione - il suo 'non abbiate paura' suona come l'invito, più nitido e disperso che si possa avere nel mare della fede per essere di conforto all'umanità, affinché raggiunga il primo tratto di mare fuori dalla burrasca".