Sequestro di persona e minacce: assolto imprenditore (NOME)
Si è chiuso con un’assoluzione piena il processo che vedeva imputato un noto imprenditore messinese, finito a giudizio per una vicenda dai contorni personali e giudiziari particolarmente intricati. L’uomo era accusato di sequestro di persona, lesioni personali, minacce e tentata estorsione ai danni di un commercialista, in seguito a un episodio risalente al 23 ottobre 2020. Al termine del dibattimento, però, il giudice del Tribunale di Messina, Francesco Torre, ha ritenuto infondate le contestazioni e ha assolto l’imprenditore con la formula «perché il fatto non sussiste». E' quanto scrive "Gazzetta del Sud".
Secondo l’accusa, alla base della lite vi sarebbero stati forti dissapori di natura personale, connessi a presunte gelosie familiari: in particolare, il sospetto di una relazione sentimentale tra il professionista e una parente dell’imputato. Sarebbe stato questo il presunto movente che avrebbe spinto l’imprenditore – stando alla ricostruzione accusatoria – a mettere in atto comportamenti intimidatori.
Il commercialista aveva denunciato di essere stato attirato con un pretesto all’interno di un magazzino. Una volta lì, secondo il suo racconto, gli sarebbe stato sottratto il telefono, privato della batteria per impedirgli di chiedere aiuto. Poi, avrebbe subito minacce e strattonamenti da parte dell’imprenditore, che lo avrebbe anche intimorito per dissuaderlo da eventuali denunce.
Un impianto accusatorio che però non ha retto al vaglio dibattimentale. Il giudice, accogliendo la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Giovanni Mannuccia, ha escluso ogni responsabilità dell’imputato, decretandone l’assoluzione con formula piena.
