Regione, online i redditi degli eletti: c'è chi... sopravvive con meno di 1000 euro al mese
Consultabile da qualche giorno il patrimonio della Giunta e del Consiglio regionale. Pochi i paperoni, diversi gli indigenti che guadagnano meno di diecimila euro annui.
Tra magnati e quasi nullatenenti. La politica non è solo per ricchi. Sfatato il tabù. Può sedere nell'Astronave anche gente con un patrimonio di meno di 10 mila euro annui. Viene da chiedersi come abbiano fatto “lor signori” a pagarsi la campagna elettorale. Ma procediamo con ordine.
I benestanti. Tra i paperoni del Consiglio regionale figura il coordinatore vibonese di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, che in assemblea non è iscritto al gruppo azzurro ma alla Casa della Libertà. La cifra di 144 mila euro annui è di quasi quarantamila euro superiore al secondo della speciale graduatoria, il cosentino Pino Gentile, fermo a poco più di 103 mila euro. A stretto giro di posta lo insegue Sinibaldo Esposito che supera di poco i 100 mila euro. Bene anche Ennio Morrone, poco al di sotto Vincenzo Ciconte, subito alle sue spalle con 98 mila euro di guadagno. La “ditta Forza Italia” nelle sue varie accezioni ( Casa della Libertà, Gruppo misto) costituisce il gruppone centrale della classifica.
Il gruppone centrale. Non sono proprio una miseria gli 84mila euro di Giuseppe Graziano e Mimmo Tallini, e neppure i 79 mila di Alessandro Nicolò e i 73.500 euro di Nazzareno Salerno. Supera i 50mila euro di patrimonio pure buona parte della truppa Pd, anche questa nelle sue variegate accezioni. Si attesta a 52 mila euro il reddito imponibile di Giuseppe Aieta, di poco inferiore a quello dell'ex assessore al Lavoro, Carlo Guccione, che supera i 54 mila, in mezzo Tonino Scalzo che si piazza attorno ai 53 mila euro. E ancora: 42 mila euro per Arruzzolo, del Ncd, mentre Mimmetto Battaglia con 38 mila e Domenico Bevacqua con quasi 37 mila euro non raggiungono la quota dei 40mila annui. Circa 30 mila euro per il presidente della Commissione contro la 'ndrangheta, e vittima di eventi intimidatori, Arturo Bova, mentre oltre 34 mila per Orlandino Greco e 26 mila per Giuseppe Giudiceandrea. Ma ci sono tanti eletti dell'Astronave al di sotto dei trentamila euro.
"Poveri" e "indigenti". Da Giuseppe Giudiceandrea ( 26mila) a Flora Sculco (28mila), passando per Giovanni Nucera (27mila). Fin qui i ricchi, i benestanti e quelli che riescono a sopravvivere. Ma c'è anche un Consiglio regionale di “indigenti”. Se infatti Francesco Cannizzaro con circa 17mila euro di reddito e Giuseppe Neri con 15mila euro potrebbero riuscire a sbarcare il lunario, di sicuro si fa dura superare la terza settimana per il consigliere regionale vibonese Vincenzo Pasqua con 10 mila euro, Mauro D'Acri con 9 mila. Con un guadagno di meno di mille euro al mese, al limite della soglia di povertà, si vanno infine ad attestare Michelangelo Mirabello con 6 mila euro annui e il capogruppo del Pd, Sebi Romeo, con poco più di 7 mila euro. Tra i più "poveri" troviamo anche: Francesco Cannizzaro con circa 17 mila euro, seguito dal segretario questore Peppe Neri con 15 mila euro.
La giunta regionale. Nessun bene immobile, solo due autovetture, e un reddito annuo di poco più di 10 mila euro per l'assessore al lavoro Federica Roccisano. A conferma che neanche la giunta è fatta solo di paperoni. Nell'esecutivo spicca il governatore Mario Oliverio con un reddito di 122mila euro. Seguono il vicepresidente Antonio Viscomi (91.815 euro). Tra i 73mila e i 78 mila euro gli assessori Francesco Russo e Franco Rossi, in mezzo con 74950 euro Carmela Barbalace. Poco più in alto Roberto Musmanno (81.114 euro). L'assessore all'Ambiente Antonietta Rizzo ha invece un reddito di 50.846 Euro.
