Variante inglese, brasiliana e sudafricana: come cambia il Covid, sintomi e diffusione
Variante inglese, sudafricana e brasiliana, che differenza c'è, cosa dobbiamo temere, e dove sono disseminate in Italia queste nuove versioni del Covid? Questi virus respiratori a Rna messaggero vengono trasmessi da una persona all'altra per via aerea e producono continuamente nuove mutazioni per effetto delle replicazioni. Succede che nella struttura esterna del virus SarsCoV2 cambiano piccoli tratti di rivestimento, che ne modificano in parte le proprietà.
Negli ultimi mesi si è affermata la variante inglese B.1.1.7, dapprima nel Regno Unito, poi nell'Europa continentale. Questa forma ha una maggiore capacità di diffondersi, l'indice di contagiosità è incrementato tra il 30% e il 50% tanto che la variante si è progressivamente sostituita al virus circolante originario arrivato da Wuhan, Cina, e denominato wild (selvatico). La variante sudafricana N501Y e quella brasiliana P1 si chiamano così perché si sono manifestate inizialmente in Sudafrica e in Brasile, ma anche queste, per effetto dei viaggi, sono arrivate anche in Italia, provocano una sindrome Covid-19 più difficile da trattare, e i vaccini sembrano leggermente meno efficaci, ma sufficientemente validi per limitare i danni nei soggetti che si sono vaccinati (dati preliminari pubblicati sul New England Journal of Medicine dall'università del Texas). Esistono altre varianti minori, meno diffuse, almeno sette tipi diversi sono stati
isolati negli Stati Uniti. Recentemente a Napoli è stata individuata una variante rara (un centinaio di casi descritti nel mondo) con decorso simile alle altre già note.
