Lamezia, zona industriale ex Sir tra dubbi e misteri in attesa di risposta
di FEDERICA TOMASELLO
Un nuovo anno, una nuova stagione estiva e il riproporsi, a ciclo piuttosto regolare, di una situazione di degrado e inquinamento. L’ennesima vicenda, a firma calabrese, di mistero e dubbiosità quella che ha riguardato, nei giorni scorsi, la zona dell’ex Sir. Un’area distinta sin dalla nascita dallo sconcerto essendo sorta in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico.
Sott'inchiesta. Nei giorni scorsi un allarme, l’ennesimo, ha riacceso i riflettori sull’area industriale “ Benedetto XVI” : una abnorme moria di pesci, segnalata dagli stessi abitanti, ha riproposto interrogativi e perplessità nei residenti del comune lametino che, con aria circospetta, osservano i 400 ettari dell’ex Sir, alla vista poco rassicurante. L’area industriale è stata, infatti, più volte oggetto di attenzioni “investigative” e di inchieste giornalistiche sia riguardanti presunti sospetti sulla gestione e il funzionamento dell’impianto di depurazione, sia su presunti materiali sotterrati illegalmente, che sull’inquinamento provocato dal crollo del pontile che ormai appare uno sbiadito ricordo del progetto iniziale. Una zona poco frequentata e mal tenuta, così può essere dipinta la zona industriale tra pecore e bufale sacre, libere di pascolare, come regnanti senza trono, per “concessione” di non si sa chi, in un’area non adibita al pascolo da circa cinquant’anni, e cumuli di rifiuti molto spesso abbandonati a se stessi.
In attesa di risposte. Ora un altro mistero si cela dietro al polmone, che potrebbe essere non propriamente sano, della Sir, centinaia di pesci morti per cause ancora da accertare: inquinamento? Una seconda “terra dei fuochi”? Scorie illegali? Materiale sotterrato? Domande senza risposta che attendono il termine delle indagini e delle analisi dell’Arpacal e del nucleo Noe dei Carabinieri, attualmente in corso, a cui la Procura lametina ha affidato l’incarico.
