Un autentico massacro. L'orrore avviene in Messico, nel nord dal Paese, dove almeno 12 persone, cittadini americani di una comunità di mormoni, sono state uccise in una vera e propria imboscata. Tra le vittime ci sono tre donne e nove bambini. La strage diventa un caso diplomatico tra Messico e Stati Uniti, con un botta e risposta tra il presidente Usa Donald Trump e l'omologo Andres Obrador che respinge l'ipotesi di un invio di forze militari a stelle e strisce.

La strage. Gli attacchi sono stati portati al confine tra gli stati di Chihuahua e Sonora, vicino alla frontiera con gli Stati Uniti. Il procuratore generale dello stato di Chihuahua, Cesar Augusto Peniche, ha dichiarato che il numero dei morti rimane "confuso". La polizia locale sospetta che la strage possa essere opera uomini dei cartelli della droga che, a quanto si apprende, avrebbero anche bloccato l'accesso all'area per evitare un possibile intervento delle forze di sicurezza.

"E' stato un vero massacro", racconta Julian Lebaron, attivista che ha denunciato gruppi criminali nella zona, a Formula Radio. Le vittime appartenevano tutte alla sua famiglia. Il quotidiano "El Universal" ha ricostruito i fatti: ieri mattina alle 9.30 tre donne, con i loro 14 figli, sono partite dalla località di Bavispe, nello stato di Sonora, dirette verso la comunità mormone di La Mora, da dove avrebbero raggiunto l'aeroporto di Phoenix (Usa).

Durante il tragitto, uno dei veicoli a bordo del quale viaggiavano donne e bambini ha avuto un guasto, per cui uno dei mezzi, con due donne e dieci minori, ha fatto rientro a Bavispe per cercare aiuto. Tornati sul posto, hanno trovato i corpi carbonizzati di una donna e dei suoi quattro figli, due gemellini di sei mesi e due bambini di otto e dieci anni, prima di essere oggetto di colpi d'arma da fuoco. Le donne ed i loro figli hanno tentato una fuga disperata, ma le due madri con cinque bambini sono stati barbaramente uccisi, mentre altri cinque minori risultano dispersi. La speranza è che siano riusciti a fuggire, nascondendosi nel bosco, e poi a tornare a casa.

Scontro Usa-Messico. Indagini sono state avviate dalle autorità degli stati di Chihuahua e Sonora, mentre un membro della comunità mormone, Lafe Langford Jr., ha denunciato come siano "loro a cercare" i minori scomparsi, mentre "governo ed esercito non fanno niente". Langford ha quindi invocato l'intervento dell'Fbi. "Stiamo seguendo da vicino la situazione - ha scritto su twitter l'ambasciatore americano in Messico, Christopher Landau - La sicurezza dei nostri connazionali è la nostra principale priorità".

Quindi l'intervento di Donald Trump che, su Twitter, ipotizza l'invio di forze Usa per combattere i cartelli della droga responsabili della strage. Un'uscita che non risulta gradita al presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador. "Il Messico è pronto a lavorare con l'Fbi purché la sua indipendenza sia rispettata - replica Obrador -, e non penso che avremo bisogno di un intervento straniero". Quindi aggiunge di avere comunque intenzione di parlare con il presidente americano

La comunità colpita è formata da discendenti di mormoni che fuggirono dagli Stati Uniti nel diciannovesimo secolo, dopo essere stati perseguitati per le loro tradizioni, inclusa la poligamia. Molti mormoni in Messico godono della doppia cittadinanza messicana e americana.