Il 2026 della Vibonese deve essere l’anno della grande riscossa. Dopo un girone d’andata vissuto sulle montagne russe – con un avvio folgorante seguito da una preoccupante eclissi – i rossoblù si presentano ai nastri di partenza della seconda fase del campionato di Serie D con un unico imperativo: risorgere. La trasferta di Paternò non è solo la prima gara del ritorno, ma una vera e propria prova del nove per testare la tenuta mentale di un gruppo reduce da una sola vittoria nelle ultime nove uscite.

L’appello di Esposito: «Basta polemiche»

Mister Raffaele Esposito non si nasconde e punta dritto al cuore dei tifosi. «Vogliamo restituire gioia a una piazza che sta soffrendo», ha dichiarato alla vigilia, sottolineando la volontà di riprendere quel filo interrotto troppo bruscamente un mese fa. L’allenatore ha poi lanciato un segnale chiaro all'ambiente: è tempo di seppellire i malumori legati ai recenti scossoni societari e tecnici. «Dobbiamo metterci alle spalle le polemiche per il bene della maglia. Guardo avanti con fiducia perché oggi ho un organico più completo».

Il pericolo "ultima della classe"

Sulla carta, la sfida contro i siciliani sembrerebbe agevole: il Paternò occupa l'ultimo posto in classifica con le statistiche peggiori del girone sia in attacco che in difesa. Ma Esposito avverte i suoi: «I numeri ingannano. Loro hanno cambiato guida tecnica e hanno individualità pericolose. In casa loro sarà una battaglia e noi non possiamo permetterci cali di tensione».

Mercato e nuove ambizioni

Il volto della Vibonese è cambiato grazie agli innesti di spessore portati dal mercato invernale, ma il restyling non è ancora terminato. Mentre la squadra scende in campo, il DS Costa continua a lavorare sottotraccia per puntellare ulteriormente la rosa. «Il mercato non è finito – conferma Esposito – ma sono onorato di allenare questi nuovi ragazzi. Abbiamo i mezzi per riprenderci le soddisfazioni che meritiamo».

Dalle 14:30 in poi, il campo di Paternò sarà il "giudice supremo": alla Vibonese il compito di dimostrare che il vento è finalmente cambiato.