Liceo "Capialbi", un istituto «finalmente a regime ordinario»
di Chiara Sorgiovanni
Si è tenuta ieri l’accoglienza delle prime classi al liceo statale “Vito Capialbi”. Tra le speranze e le paure degli studenti e la voglia di ricominciare degli insegnanti, spiccano le emozioni del dirigente scolastico Antonello Scalamandrè che si trova per la prima volta dopo tre anni di Covid a gestire una scuola che definisce «finalmente a regime ordinario».
«Dopo un lungo anno di quelli che definisco “start e stop”, cioè continue interruzioni delle attività didattiche a causa dei contagi che mettevano in quarantena intere classi, torniamo finalmente alla normalità», racconta mentre guarda la sua scuola con gli occhi che brillano. «Per gli studenti è molto importante, perché la scuola è il luogo della socialità, del confronto con gli altri, dove si stringono legami di amicizia e in qualche modo non ci si sente mai soli. Tutto quello che è mancato ai ragazzi in questo periodo di pandemia, negli anni in cui sono più fragili, portandoli nei casi più gravi a stare così male dal non volere più uscire dalla propria stanza. Sono contento della nostra ripartenza, quindi, ma non posso negare che la pandemia ha portato anche un grande beneficio: la Dad, che permette a studenti che per motivi gravi, come un ricovero a lunga degenza, non possono essere presenti fisicamente a scuola di continuare a seguire le lezioni, anche se da lontano», insiste il preside.
Ci confessa, poi, che «oltre ad essere entusiasta sono anche un po’ preoccupato di ricominciare: la Provincia ha i soliti problemi di carenza del personale e i lavori di manutenzione sono di conseguenza in ritardo, per non parlare della difficoltà nel trovare lo spazio per le nostre 66 classi e della confusione con cui è gestito il problema, tanto che ancora non sappiamo se possiamo utilizzare le classi container nel nostro cortile».
Un altro problema è difficile da gestire è quello legato ai trasporti: «Non sono organizzati in funzione dell’attività didattica e quindi i ragazzi devono interrompere prima delle 14.00 l’ultima ora per non perdere l’autobus e devono farsi venire a prendere dai genitori quando hanno il rientro, come succede ad esempio agli alunni del Liceo Musicale, perché di autobus non ce ne sono più».
Però ci sono anche tanti aspetti positivi per quest’anno. «Il Ministero ci ha dato molti fondi con cui abbiamo fornito ogni classe di una digital board e abbiamo dotato tutto l’Istituto di una rete Wi-Fi ultraveloce. – continua Salamandrè - Per non parlare dei 300.000 euro che ha investito nel “Capialbi” per il progetto Scuola 4.0, che permettere di modernizzare l’arredamento delle aule e anche il modo di fare scuola. Gli insegnanti ne sono entusiasti perché questo ci permette di realizzare un nostro grande sogno nel cassetto: trasformare la nostra scuola in un istituto basato sul modello americano, con un armadietto per alunno e la rotazione nelle classi; e in questa dicitura sono compresi anche i vari laboratori, non più degli insegnanti, ma dei ragazzi».
«Personalmente sono contento e pronto a fare il mio lavoro che, seppur stancante, mi dà molte soddisfazioni. Siamo carichi e pronti a dare il meglio”, conclude emozionato il dirigente del liceo “Capialbi”, Antonello Scalamandrè.
