“Avere appreso da un pentito che mia sorella sarebbe andata incontro ad una sorte così agghiacciante è una pugnalata al cuore”. Lo ha detto il fratello dell'imprenditrice di Laureana di Borrello Vincenzo Chindamo dopo che un pentito ha spiegato come la donna sia stata uccisa: "Se solo penso al volto di Maria, così solare e sorridente, macinato da un trattore -ha detto Vincenzo Chindamo - mi manca l’aria e mi si gela il sangue. Mia madre ieri ha avuto una reazione molto forte. L’interessamento a quel terreno potrebbe anche esserci stato, ma che questo possa rappresentare l’unico movente dell’omicidio mi sembra improbabile. Tutta quella recrudescenza ci ha sconvolto. Queste cose non si verificano dopo una semplice richiesta di vendita di un terreno, senza avvertimenti importanti. Dovevano esserci campanelli di allarme che dubito ci siano stati".

“Non è che Maria mi riferisse ogni particolare, ma se avesse ricevuto intimidazioni ne sarebbe rimasta scossa, turbata. Benché l’attività dei collaboratori sia rilevante nelle strategie investigative, a volte le deposizioni non sono proprio lineari e adamantine. Certo in molte cose il riscontro si trova, ma vanno esaminate a fondo. Noi stiamo ancora cercando un epilogo alla storia di Maria e con l’eventuale morte dobbiamo ancora fare i conti. La notizia secondo cui sarebbe stata sbranata dai maiali, ci ha distrutto”.