Nel dibattito irrompono anche il Fai e Rete civica. Appello di Diego Brancia alle autorità sorianesi: "Siano esse stesse a restituirci i preziosi reperti" 

Fa proseliti il sindaco di Vibo Elio Costa dopo  la decisione di chiedere attraverso una delibera di giunta la restituzione dei reperti rinvenuti sul territorio vibonese e trasferiti a Soriano su indicazione dell’ex sovrintendente Maria Teresa Iannelli. Politica e associazioni si schierano compatte al fianco del primo cittadino.

La questione. “Condivido la posizione del sindaco  - afferma Antonio Lo Schiavo – sebbene ritengo che la questione vada affrontata nei giusti termini.  Il problema non riguarda il sindaco di Soriano Francesco Bartone che giustamente tenta di dare alla sua città un ruolo di primo piano nel panorama culturale e paesaggistico calabrese, il problema vero è quello della città di Vibo che si ricorda solo ora di avere un patrimonio archeologico abbandonato negli scantinati del suo museo, non esposto e non valorizzato; una città che ha rilevanti mosaici romani lasciati all’incuria e sommersi da sterpaglie”.

 Identità da trovare. Insomma, una bocciatura a 360 gradi quella dell’avversario di Costa alle ultime amministrative: “Vibo, al di là di sporadici scatti d’orgoglio, non riesce a sfruttare le sue potenzialità, non sa entrare nei percorsi turistici calabresi, non riesce ancora a trovare la sua identità”. Immediata la proposta. Per Lo Schiavo, “si deve trovare subito una nuova ubicazione in uno dei palazzi storici vibonesi per esporre tutte le risorse archeologiche ancora non conosciute e che giacciono negli scantinati del museo”.

Interviene il Fai. "Assurdo e inaccettabile spogliare il Museo Archeologico Nazionale, si sottolinea sia l'archeologico che il nazionale, di reperti di moltissimi comuni del Vibonese, a favore di un "istituendo" museo locale". Questa la posizione del Fai che in una nota ribadisce che il Museo di Vibo Valentia è uno dei più importanti per la storia Magno-Greca. "La scelta - si legge - è errata e va annullata immediatamente senza se e senza ma, recuperando tutto il materiale inviato in deposito al Comune di Soriano e valutando caso mai l'opportunità di consegnare i reperti di appartenenza a quei Comuni che sono già dotati di Musei e che hanno le condizioni per averli".

Nuove tecnologie. Attenzione rivolta anche alle “nuove tecnologie da sfruttare per creare un percorso di conoscenza e visita del patrimonio archeologico e culturale vibonese”. Irrompono nel dibattito anche le associazioni. E’ Rete civica la prima a farsi sentire con una certa forza.  "Crediamo fermamente che la promozione della cultura, anche attraverso l'istituzione di nuovi musei, possa essere una serie occasione di sviluppo, ma, al contempo, riteniamo che tutto ciò lo si debba fare senza parcellizzare le risorse archeologiche, già nel patrimonio di altri e musei di rango statale, come il Capialbi di Vibo”.

Interviene il Fai. "Assurdo e inaccettabile spogliare il Museo Archeologico Nazionale, si sottolinea sia l'archeologico che il nazionale, di reperti di moltissimi comuni del Vibonese, a favore di un "istituendo" museo locale". Questa la posizione del Fai che in una nota ribadisce che il Museo di Vibo Valentia è uno dei più importanti per la storia Magno-Greca. "La scelta - si legge - è errata e va annullata immediatamente senza se e senza ma, recuperando tutto il materiale inviato in deposito al Comune di Soriano e valutando caso mai l'opportunità di consegnare i reperti di appartenenza a quei Comuni che sono già dotati di Musei e che hanno le condizioni per averli".

L'affondo di Rete civica. Nessun campanilismo come qualcuno aveva asserito. “L'istituzione del Museo di Soriano – sostiene Brancia -  è un fatto significativo e va salutato con gioia.  Peccato che non possa dirsi altrimenti della destinazione di importanti reperti "vibonesi" in tale nuovo polo espositivo. La logica museale dovrebbe essere ispirata a criteri di prevalente concentrazione delle collezioni o raccolte espositive, destinando i reperti al Museo del luogo di rinvenimento degli stessi(per una fisiologica collocazione territoriale”.

"Soriano non è Vibo". Ovviamente non si può prescindere da una considerazione di fondo. “Soriano Calabro – spiega il presidente di Rcv -  seppur caratterizzata da peculiarità architettoniche di un certo pregio, oltre che da significative tradizioni culturali, non ha una storia archeologica Magno-Greca o di epoca Romana, quindi è del tutto illogico destinare reperti di tale natura all'istituendo polo sorianese. Perciò la "consegna" di tali importanti reperti all'Amministrazione di Soriano Calabro, deve considerarsi del tutto inappropriata e dovrà necessariamente trovare una pronta soluzione di segno contrario”. Semplice la proposta: “Ci affidiamo – sottolinea Brancia -  alla sensibilità personale delle Autorità sorianesi, perché si impegnino a restituire i preziosi reperti, perché vengano collocati nel luogo agli stessi più congeniale, ovvero il Museo Archeologico Statale Vito Capialbi di Vibo Valentia. "Crediamo fermamente che la promozione della cultura, anche attraverso l'istituzione di nuovi musei, possa essere una serie occasione di sviluppo, ma, al contempo, riteniamo che tutto ciò lo si debba fare senza parcellizzare le risorse archeologiche, già nel patrimonio di altri e musei di rango statale, come il museo Capialbi di Vibo. (t.f.)