Un’ombra improvvisa è calata sull'atmosfera festosa di Corso Mazzini, a Cosenza, trasformando la vitalità della Festa del Cioccolato in teatro di un dramma straziante. Nel cuore della folla, un uomo è crollato, colpito da un malore fatale che non gli ha lasciato scampo.
​La vittima della tragedia è Fausto Ricetto, 65 anni, un nome che risuonava di dedizione e generosità. Ricetto non era un passante qualunque; era un operatore sanitario volontario del 118 di Amantea, la cui esistenza era stata una corsa costante per difendere e salvare la vita degli altri.
​Il destino ha voluto che proprio lui, l’uomo che per anni aveva calcato le scene dell'emergenza, si trovasse sul lato opposto, assistito dai colleghi che tante volte erano stati al suo fianco. I soccorsi sono stati tempestivi, una disperata corsa contro il tempo che Ricetto conosceva bene, fino al Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata di Cosenza.
​Lì, i rianimatori hanno ingaggiato una battaglia strenua, mettendo in campo ogni tecnica possibile per riaccendere il battito di quel cuore che aveva pompato tanto altruismo. Purtroppo, la fatalità è stata implacabile: ogni sforzo medico è risultato vano. Fausto Ricetto è morto ricevendo l'aiuto che per tutta la vita aveva instancabilmente offerto.
​La notizia della sua scomparsa ha generato un’ondata di profondo dolore che si è propagata dalla città di Cosenza a tutto il litorale tirrenico. I colleghi del 118 lo ricordano con commozione come una figura insostituibile: un uomo "sempre pronto", instancabile e altruista, disponibile a rinunce personali pur di coprire un turno in più e salvare una vita.
​Il vuoto lasciato da Fausto Ricetto è un monito amaro sulla fragilità dell'esistenza. L'uomo che ha dedicato il suo tempo a sconfiggere la morte è stato da essa raggiunto nel modo più crudele, ma la sua memoria resterà viva nell’esempio di altruismo che ha donato alla sua comunità