Erano pronti a farsi la guerra per imporre il controllo del territorio e avevano già pianificato alcuni omicidio. E' quanto scoperto dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell'inchiesta sfociata all'alba di oggi a un blitz eseguito dalla polizia di Stato di Crotone. Arrestati diversi esponenti delle cosche di 'ndrangheta del Crotonese. Sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.

Operazione "Tisifone". Da quanto si apprende sono una ventina i fermi disposti con decreto d'urgenza dalla Dda di Catanzaro nei confronti di esponenti dei più noti casati di 'ndrangheta del Crotonese nell'ambito dell'operazione chiamata in codice "Tisifone". Gli uomini della squadra mobile hanno bloccato alcuni omicidi che avrebbero potuto scatenare una guerra fra i clan. Si tratta di fatti di sangue, sostengono gli inquirenti, "in avanzata fase di pianificazione" che hanno indotto la procura catanzarese ad agire tempestivamente. I fermi hanno riguardato esponenti della 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto ed i loro alleati nei diversi centri della provincia. Nel territorio crotonese sarebbe maturati nuovi equilibri intorno alle attività illecite che avrebbero determinato contrasti fra le cosche. L'operazione, eseguita dagli uomini delle squadra mobile di Crotone e dallo Sco, il Servizio centrale operativo della polizia di Stato, insieme ai colleghi delle mobili di Catanzaro, Taranto, Mantova e dei reparti prevenzione crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno, ha colpito presunti esponenti di spicco dei clan del capoluogo e delle popolose cittadine di Isola Capo Rizzuto e Petilia Policastro. Le manette sono scattate anche in alcune città del Nord Italia.

L'origine dell'inchiesta. Le indagini sono partite da alcuni episodi di incendi e danneggiamenti avvenuti ad Isola Capo Rizzuto alla fine dello scorso anno. Eventi criminosi che hanno acceso l’attenzione della mobile del capoluogo pitagorico, diretta da Nicola Lelario, e che ha portato gli investigatori a voler approfondire meglio le nuove dinamiche che si stavano sviluppando proprio nella cittadina alle porte di Crotone.
La polizia ha voluto vederci chiaro, in particolare, sui nuovi “equilibri” e “assetti” criminali che si stavano via via costituendo tra le famiglie di ‘ndrangheta storicamente radicate su quel territorio e nelle zone limitrofe.

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