Covid, terza ondata: la Calabria è pronta? "Non si è fatto nulla per le Terapie intensive"
I dati sul Coronavirus sono stabili in Calabria e in aumento, passo dopo passo, in tutta Italia. La preoccupazione degli esperti è adesso rivolta a quella che viene definita la "terza ondata", con cui potremmo trovarci a fare i conti a breve, che potrà essere causata soprattutto dalle numerose varianti del virus che stanno circolando ormai da diverse settimane. Il sistema sanitario calabrese è pronto ad affrontare un'altra emergenza?
A un passo dall'implosione durante la seconda ondata.
Nello specifico, guardando all'anno appena trascorso, il sistema delle Terapie intensive "ha retto durante la prima ondata perché Sars-Cov2 si è disinteressato alla Calabria ma siamo arrivati a un passo dall’implosione durante la seconda ondata", e "adesso viene proprio da chiedersi che succederà in caso di una terza ondata, soprattutto se sostenuta da varianti magari maggiormente contagiose e contro cui l’efficacia dei vaccini attualmente in uso dovrà essere dimostrata". A dirlo, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud, è Domenico Minniti, anestesista del Gom di Reggio e presidente regionale Aaroi-Emac Calabria.
"Non è cambiato nulla".
Minniti ricorda cos'è successo in altre regioni in cui il sistema sanitario è sicuramente più efficiente del nostro e denuncia, in modo molto forte, l'assoluta immobilità della sanità calabrese: "Al di là degli inconsistenti proclami, del balletto di numeri dati a casaccio e senza verifica alcuna sulla reale disponibilità di posti letto di Terapia intensiva, rispetto alla scorsa estate, non è cambiato, ahimé, assolutamente nulla". Questo nonostante i diversi proclami della politica e nonostante ci siano norme nazionali e regionali che hanno indicato gli interventi da realizzare.
I dati in Calabria.
Guardando ai numeri, dai 115 posti in Terapia intensiva iniziali - "un numero francamente insufficiente se paragonato al dato medio nazionale prepandemico" - si è arrivati "a poco più di 140". "In rapporto alla nostra popolazione già prima dell’esplosione della pandemia avremmo dovuto poter contare su 160 posti di Terapia intensiva - spiega il dottor Minniti - per essere il linea con le altre regioni".
