Unico proscioglimento è quello di Natale Papandrea, per tutti gli altri il processo inizia a Palmi il 15 dicembre. In 15, invece, hanno scelto l'abbreviato

Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 31 imputati che hanno scelto il rito ordinario nell’ambito del processo “Lex”. C'è un solo prosciolto (per non avere commesso il fatto): è Natale Papandrea, difeso dall’avvocato Giovanni Montalto, accusato di un danneggiamento e di armi. Entrambi i reati aggravati dalle modalità mafiose.Gli imputati che sono stati rinviati a giudizio ieri compariranno per la prima udienza davanti al collegio del Tribunale di Palmi il prossimo 15 dicembre.

I rinviati a giudizioFabio Pierluigi Aschei,Francesco Barberio; Mario Bevilacqua;Francesco Brogna,Gianfranco Bruzzese,Domenico Chindamo,William Comi, Celeste Cordiani,Antonino Digiglio,Pasquale Dimasi, Alessandro Ferrentino, Diego Freiras De Siqueira,Vincenzo Lainà,Angelo Lamari,Mattia Lamari, Rocco Lamari,Vincenzo Lamari,Giuseppe Salvatore Lombardo,Andrea Mandaglio, Giovanni Mandaglio,Fabio Mastroianni,Fabio Mezzasalma,Salvatore Monea, Claudio Napoli, Maurizio Oppedisano,Marina Panigo,Franco Piro,Giuseppe Pititto
Andrea Prossomariti,José Signorello,Felice Zito.

L’inchiesta. L’indagine, svolta dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro- all’epoca guidati dal maggiore Francesco Cinnirella- avrebbe fatto luce su una serie di episodi avvenuti a Laureana di Borrello a partire dal mese di giugno del 2014. Elementi che per l’antimafia reggina denotavano l’operatività delle due cosche, spesso in contrasto tra di loro. Ricordiamo che Laureana di Borrello, alla fine degli anni ’90, fu teatro di una delle faide più sanguinose della storia criminale calabrese. Fatti di sangue accertati nel maxi-processo denominato “Piano verde”. Davanti al gup di reggio Calabria questa mattina sono comparsi i 48 imputati per i quali la procura distrettuale ha chiesto il rinvio a giudizio e accusati di fare parte, a vario titolo, delle cosche “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari”.