Sulle criticità idriche che hanno interessato Zambrone, è intervenuta l'Amministrazione comunale, facendo sapere quanto segue.

"Ieri su Zambrone capoluogo-hanno affermato gli amministratori-si sono registrate due criticità. Un colore anomalo dell’acqua in qualche utenza e un ritardo dell’erogazione rispetto alle fasce orarie prestabilite. Il fatto ha suscitato varie reazioni: proteste, insulti, esposto alla Procura, ad associazioni di consumatori, interrogazione della minoranza e, soprattutto disagi vari.
Ieri sera, dopo ampio consulto con la ditta che gestisce il servizio e il responsabile dell’Ufficio Tecnico, era già stato dato un primo riscontro ufficioso tramite la pagina Facebook del Comune".

"Ma per pronunciarsi definitivamente-ha spiegato la compagine amministrativa-, si è preferito attendere l’ufficialità dei riscontri tecnici. Alla luce di essi è emersa un’improvvisa “perdita” del pozzo “Naca”. In pratica, la falda acquifera che alimentava il pozzo si è affievolita e, quindi, il pozzo ha perso la portata idrica precedente. Si consideri che esso era il pozzo più grande e più importante di Zambrone, funzionale alla rete di Zambrone, Madama e marina. In conseguenza di ciò, la pompa ha aspirato detriti che si sono riversati nelle utenze ed hanno assegnato all’acqua un colore anomalo. Inoltre, il serbatoio non ha potuto alimentarsi e ciò ha suscitato una carenza idrica. È evidente che se il pozzo più importante del territorio cede improvvisamente e causa i detti disagi (carenza idrica e aspirazione di detriti), la colpa non è certo dell’Amministrazione Comunale alla quale non può essere imputata omissione alcuna. Anzi, la sua azione è stata solerte e segnata dalla prudenza, come sempre. Purtroppo, la perdita è grave e ciò avrà serissime ripercussioni sul servizio per tutto il periodo estivo.
Al riguardo, vale la pena sottolineare che fino al 21 luglio, su Zambrone, Madama e marina l’acqua era stata erogata con regolarità ventiquattro ore al giorno. E non si era registrato alcun disagio o criticità.
L’avviso sulla sospensione per fasce orarie dell’erogazione idrica era stato regolarmente pubblicato sull’Albo Pretorio il 23 luglio. E, nei primi giorni, osservato. La disfunzione causata dal pozzo e, ovviamente, non rilevata immediatamente perché oggettivamente impossibile ha causato tali disguidi.
Detto per incidens, le ultime analisi su “Naca” e su Zambrone dello scorso 12 luglio hanno rilevato la potabilità idrica. Per prudenza, in data odierna, è stata emessa ordinanza di non potabilità finché le analisi non saranno nuovamente ripetute; la richiesta è già stata inoltrata e nei prossimi giorni vi sarà riscontro".

"Discutere del sistema idrico e della sua crisi è impossibile da fare in un comunicato. In linea di massima si può affermare che alla crisi concorrono circostanza varie. Il sistema idrico è fermo agli anni ‘80 e, l’ultimo pozzo fu realizzato nella metà degli anni ‘90. Per potere intervenire con raziocinio è stato necessario il concorrere di due condizioni: uno studio approfondito e la sostenibilità di bilancio. Condizioni per la cui maturazione vi è stato un lungo impegno fattivo.
Tre i progetti già licenziati:
- € 249.134,08 = per Ingegnerizzazione delle opere idrauliche; finanziamento già concesso dalla Regione Calabria;
- € 365.000 = per il potenziamento delle fonti di approvvigionamento idrico e già inserito nel programma delle opere pubbliche. Entro il 2023 tutte le opere vedranno la luce.
- € 450.000 = per l’efficientamento della rete e del sistema esistenti. L’iter del finanziamento è pendente presso il Cipe tramite la Regione Calabria.
Era stato anche presentato un progetto ambizioso di ammodernamento, pari ad 1 milione di euro coi Cis, ma non è stato finanziato.
La compagine di governo locale è composta da uomini e donne che non perdono il senso dell’umanità in nessuna circostanza e credono fortemente nella capacità di superare i problemi con l’impegno e il lavoro".