"Come volevasi dimostrare: a pochi giorni dalla pubblicazione della sentenza del Tar Calabria che condanna il Comune di Sant’Onofrio il sindaco-podestà imbastisce la sua vendetta. Invece, di vergognarsi e chiedere scusa a tutti i cittadini per l’esemplare sentenza del Tar, persevera nella sua azione di abuso di potere e di persecuzione nei confronti delle associazioni ritenute ostili". Lo scrivono in una nota i componenti degli ex-gruppi consiliari "Tre Spighe".
Gli stessi attaccano il primo cittadino Antonino Pezzo: "Il sindaco-podestà ha già fatto revocare la concessione della gestione di locali comunali per finalità di utilità sociale ad altre associazioni, tra le quali quella dei volontari della protezione civile. Concessioni che erano state regolarmente assegnate sulla base delle norme vigenti, come del resto ha potuto certificare la sentenza del Tar Calabria, contrariamente alle bugie del sindaco-podestà, amplificate dai microfoni dei comizi elettorali. Riteniamo, e con noi gran parte dei cittadini, che questo modo di fare sia deprecabile e da condannare. Riteniamo che l’Asd Sant’Onofrio calcio debba essere sostenuta, in tutti i modi possibili, per le attività che sta portando avanti nell’interesse della comunità santonofrese".
E ancora: "È giunto il tempo che tutte le forze sane di questo nostro paese, a qualsiasi orientamento politico facciano riferimento, si uniscano e mettano da parte ogni tipo di contrasto, riconoscendo che c’è in gioco molto di più per il futuro di Sant’Onofrio.
È quello che hanno fatto i padri costituenti della nostra democrazia nel momento in cui unirono tutte le loro forze, tutti sullo stesso piano, per contrastare e combattere il regime fascista. Oggi la nuova lotta partigiana per Sant’Onofrio si può condurre con metodi meno cruenti ma certamente efficaci. E affinché questo appello non venga sottovalutato è bene che ognuno riascolti il messaggio lanciato dal sindaco-podestà nel comizio del 13 agosto scorso. Se c’è amore per la nostra comunità che le forze sane si facciano avanti e insieme, senza paura, si confrontino e manifestino tutta la contrarietà verso comportamenti e messaggi che non possono essere accettati".