Scompare un grande personaggio dalla città di Vibo Valentia: Augusto…, ma per tutti i vibonesi era semplicemente Augusto o Augustinello, l’amico più conosciuto e amato dalla cittadinanza. Con lui va via un altro pezzo di cuore della nostra città, una figura leggendaria, uno di quei personaggi che tutti avevano incontrato almeno una volta passeggiando per le strade del centro della provincia. Se ne va, in una triste e fredda giornata di novembre, nel silenzio e nella compostezza che lo distingueva come uomo e amico dei cittadini vibonesi.
Apparteneva ad una famiglia di umili origini, figlio orfano di genitori, da tempo viveva con la sorella e il fratello Totò -quest’ultimo molto legato a lui affettivamente-, in un modesto appartamento in Via Milite Ignoto di Vibo Valentia. Augusto e il fratello più piccolo Totò, entrambi uomini di fede e praticanti frequentavano la chiesa: in maniera abituale la parrocchia dello Spirito Santo, dove da molti anni, erano parte integrante nell’animazione della liturgia delle celebrazioni ordinarie e straordinarie.

La sua immatura e improvvisa dipartita suscita incredulità, commozione e sconforto in tutti quanti l’hanno conosciuto, apprezzato ed amato. La vita di Augusto non è stata molto facile poiché costellata da sofferenze, dolore e tante rinunce, ma, nonostante ciò, possedeva un carattere forte e deciso accompagnato da un temperamento tenero, affabile e dolce. Era una figura unica e insostituibile, nel suo genere: sorridente, rispettosa, educata, puntuale, di forte respiro popolare, l'Augusto di tutti. Egli era solito passeggiare per il centro storico di Vibo Valentia, e lungo le strade amava dispensare un saluto e un sorriso per tutti, ma soprattutto un bell’inchino accompagnato da un “buon giorno, ciao, buona sera” appena incrociava una bella donna o un’amica vibonese che conosceva da sempre. Un signore d’altri tempi!

Si è spento nella discrezione più assoluta, lasciando l’intera città con “l’amaro in bocca” e nello sgomento perché tutti ma proprio tutti anche i forestieri, che lo avevano incontrato, spesso, pe le vie principali della provincia, lo hanno apprezzato per le sue amabili doti umane e per il suo charme pregno di umiltà e semplicità.
Augusto è stato, a tutti gli effetti, un bel personaggio che ha fatto la storia della città di Vibo Valentia, che porta la sua impronta, il suo cammino, il suo contributo nel sociale e la sua forte dedizione al senso dell'essere caritatevole e umano nella narrazione della tradizione di vita e di fede del nostro paese.

Rimane una attraente e piacevole icona da osservare e contemplare ancora, di un mondo tutto da scoprire: gli “Ultimi di Dio” suoi figli privilegiati e nostri fratelli, ancor fresca e memorabile per le sue pose riflessive e solitarie agli angoli della chiesa di Santa Maria La Nova, sua parrocchia, o il suo passo lesto sui marciapiedi di Corso Vittorio Emanuele III o ancora i saluti gioviali agli amici di sempre, in Piazza Martiri d’Ungheria, senza dimenticare lo sguardo gioioso e profondo di quell’uomo straordinario dagli occhi azzurri, sul balcone di casa di via Milite Ignoto. Ricordi di chi ha lasciato il segno, il segno di un vero esempio di umanità concreta.
La cittadinanza di Vibo Valentia, gli amici, il suo parroco Don Vincenzo Varone, chi ha scritto per lui, oggi ricambia con autentica stima e venerabile affetto, il dono di una sincera e profonda gratitudine a questa creatura speciale per la sua meravigliosa e importante presenza di vita nella comunità vibonese e garantisce di rendere il suo viaggio oltre l’esistenza colmo di preghiere e benedizioni nella convinzione e nel credo che chi lascia la vita terrena raggiunga migliore e felice vita.

Al nostro caro e stimato Agostino
di Teresa Averta

Non dovrebbero mai andar via
le persone speciali di un paese.
Coloro che hanno fatto la vera storia
e hanno lasciato il profumo in ogni cosa.

Quelle che sanno di buono
fragranti come il pane quotidiano
perché hanno sempre da offrire qualcosa,
a prescindere da quello che noi diamo.

Sono creature umili e semplici
degne di onore e rispetto,
senza piume sul cappello
o giacche a doppio petto.

Senza orpelli e lustrini
camminano per le strade del mondo,
pronte a far cerchio
con adulti e bambini in un gran girotondo.

Sorridono felici perché la gente
li ama così tanto...
vengono sempre accolti
e onorati quasi come fossero santi.

In fondo, hanno meritato tutto
perché tutto hanno donato su questa terra,
sempre alla ricerca dell’amicizia, dell’amore,
della pace, e mai della guerra.

Dio le ha scelte per confondere
i sapienti e chi sta al potere
per ricordare quanto è facile
trovare il mare in un bicchiere.

Angeli che sanno amare
e servire senza condizionamenti
creature speciali, uomini veri,
e ricchi di sentimenti.

Augusto rimane un’istituzione
per la sua gentilezza, simpatia e bontà,
Un Amico e Compagno di tutti
che ha praticato la carità.

A casa, in chiesa, tra la gente
nella nostra società,
un modello di vita,
un vero esempio di umanità.

I suoi occhi luminosi e azzurri
sapranno guardare oltre da lassù...
Ora che sulla terra
la sua presenza mancherà di più...

Non serve vivere cento anni
per dire che si è vissuto pienamente,
ma è importante lasciare il segno,
marcare la strada di umanità, naturalmente.

Con il cuore semplicemente
con un grande cuore come quello di Augusto,
e per questa straordinaria creatura,
tutto il paradiso oggi sarà in festa.

Vibo Valentia che è stata la tua casa e famiglia,
oggi, ti saluta con immenso affetto.
Ti ricorderemo sempre amico e fratello calabrese,
da Dio già benedetto.

Sei già tra le schiere degli angeli
che intonano canti e sorridono di gusto...
al tuo felice arrivo, di un buono tra i santi,
il ciel ti acclama o caro Augusto.

La luce divina possa illuminare chi ti ama
e chi, ancor qui, resta...
e ricordare a tutti che andare lassù,
non è un lutto ma la vera festa.

Dio ti attende con gioia
per aprirti le porte dell’eternità...
Sei stato molto bravo,
a meritarti la vera felicità.

Non dovrebbero mai andar via
le persone speciali di un paese.
Coloro che hanno fatto la vera storia
lasciano il profumo in ogni cosa.