Sanità, Gino Strada in soccorso della Calabria? Ecco cosa ne pensa la politica vibonese (VIDEO)
Dopo le dichiarazioni del presidente facente funzioni Nino Spirlì - che in merito a un ruolo di Gino Strada nella gestione dell'emergenza Covid in Calabria ha dichiarato che "non ci servono missionari africani, non abbiamo bisogno di essere schiavizzati" (ne abbiamo parlato QUI) - abbiamo chiesto alla politica vibonese cosa ne pensa della possibilità che il fondatore di Emergency venga in aiuto del nuovo commissario della sanità Giuseppe Zuccatelli.
La (non) risposta di Maria Limardo. Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo ha preferito glissare: "Non è un pensiero sulla persona, non spetta a me dare questa informazione". Lo prendiamo quindi come un no? "Non ho detto né che sia un no né che sia un si. Quello che chiediamo è che sia una persona preparata, professionalmente adeguata, avanzata nell'ambito della sanità e che sappia dare delle risposte". Beh, esattamente il profilo del fondatore di Emergency. Quindi è un si? "Torno a dire che non sta a me dirlo, non è un problema di nome".
Gino Strada "professionalità di grande valore, anche simbolico". Stesso identico discorso, ma con parole (quasi) diverse, del presidente della Provincia Salvatore Solano: "Non è un problema di nomi. È un problema di gestione dell'emergenza, che dev'essere affronta da chicchessia basta che si faccia. In questo momento la Calabria ha dimostrato che nonostante il curriculum non c'è stata un'efficienza nella gestione della sanità". Di parere diverso il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Stefano Luciano, secondo cui "è una grande professionalità che esprime un grande valore", anche "simbolico" in questo particolare momento storico. "A me piacerebbe - ha aggiunto - che accanto a Gino Strada ci fosse però anche una professionalità importante calabrese, che possa coadiuvare il suo lavoro".
Il lavoro di Emergency contro il Covid. Emergency, di cui Gino Strada è appunto il fondatore, oltre a vari progetti già attivi in Italia ha offerto la propria assistenza per la lotta al Covid, mettendo a disposizione delle autorità sanitarie "le competenze di gestione dei malati in caso di epidemie, maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 durante l’epidemia di Ebola". In Piemonte ad esempio, dove supporta le Rsa garantendo la formazione al personale delle strutture con l’obiettivo di garantire e proteggere la salute di staff e ospiti, oltre ad effettuare sopralluoghi e monitoraggi. O a Bergamo, una delle province più colpite dall’epidemia, dove "un nostro team medico e logistico composto da circa 80 persone ha lavorato presso il presidio ospedaliero in Fiera dell’ospedale Papa Giovanni XXIII gestendo un reparto di Terapia Intensiva da 12 posti letto", partecipando inoltre alla progettazione e all’allestimento del nuovo presidio in Fiera. O ancora Brescia, dove "abbiamo lavorato con la Direzione sanitaria dell’ospedale di Brescia per proteggere il personale sanitario e l’ospedale dal contagio". Insomma, non certo un nome come un altro.
