L'effetto combinato vaccini/Green pass ha per il momento frenato la quarta (o quinta?) ondata Covid nel nostro Paese. E se nuove restrizioni non sembrano all'orizzonte, resta attivo l'impianto dei colori come clausola di salvaguardia da innescare in caso la situazione diventi fuori controllo. Fortunatamente, i criteri per l'ingresso in zona gialla sono dipendenti solo in parte dall'impennata dei contagi. Si abbandona la fascia bianca solo quando l'incidenza è sopra i 50 casi per 100mila abitanti e si verificano entrambe le seguenti condizioni: posti letto in terapia intensiva occupati oltre il 10% di capacità e quelli in area medica sopra la soglia del 15%. 

Il balletto dei numeri e delle tendenze riporta sempre agli stessi nomi. Indiziato numero uno per un possibile passaggio in zona gialla, non è escluso già dalla prossima settimana, è il Friuli -Venezia e Giulia: per il monitoraggio Iss è l'unica regione con una "alta probabilità di progressione verso un rischio alto", mentre tutte le altre sono catalogate a rischio moderato tranne la Calabria, a rischio basso. Il Friuli (dati Agenas del 12 novembre) è già oltre soglia per quanto riguarda le terapie intensive (11%), mentre resta nei limiti in area medica (10%). Una settimana fa eravamo rispettivamente al 9% e all'8%.