‘Ndrangheta: chieste condanne pesanti per gli imputati (NOMI e DETTAGLI)
Giornata cruciale oggi nell’aula del Gup distrettuale di Catanzaro, dove si è celebrata l’udienza del procedimento penale “Athena 2”, incentrato sulle attività criminali della cosca di ‘ndrangheta degli Abbruzzese di Cassano all’Ionio.
Il pubblico ministero antimafia Alessandro Riello ha avanzato le richieste di condanna nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, ripercorrendo davanti al giudice Sara Merlini le indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza.
Secondo la ricostruzione accusatoria, gli imputati avrebbero favorito la latitanza di Leonardo “Nino” Abbruzzese, sfuggito alla cattura durante il blitz “Athena” e successivamente arrestato a Bari il 6 novembre 2023, al termine di una complessa operazione di intelligence.
Le richieste di condanna del pm Riello
Ecco nel dettaglio le pene richieste:
-
Antonio Abbruzzese: 5 anni e 4 mesi di reclusione, 1.200 euro di multa
-
Cosimo Abbruzzese: 17 anni di reclusione
-
Francesco Abbruzzese: 16 anni e 8 mesi di reclusione
-
Leonardo “Nino” Abbruzzese: 15 anni di reclusione
-
Nicola Abbruzzese: 4 anni e 6 mesi di reclusione, 1.000 euro di multa
-
Giuseppe Cofone: 5 anni e 4 mesi di reclusione, 1.200 euro di multa (chiesta assoluzione per uno dei capi d’imputazione)
-
Angelica Forciniti: 2 anni e 5 mesi di reclusione
-
Francesco Lovreglio: 2 anni di reclusione
-
Nicola Lovreglio: 2 anni di reclusione
-
Elisabetta Sciacovelli: 1 anno e 4 mesi di reclusione
-
Eugenio Traversa: 1 anno e 4 mesi di reclusione
Le accuse della Dda di Catanzaro
La Direzione distrettuale antimafia contesta agli imputati, a vario titolo, i reati di favoreggiamento personale aggravato dalla finalità mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini dei carabinieri si erano concentrate sull’individuazione e l’arresto di Leonardo Abbruzzese, destinatario di una misura cautelare nell’ambito del primo procedimento “Athena” e resosi irreperibile.
Il magistrato ha ricostruito le tappe dell’indagine che, secondo l’accusa, hanno permesso di individuare la rete di fiancheggiatori responsabile di aver favorito la latitanza di Leonardo “Nino” Abbruzzese, sfuggito nel blitz “Athena” e arrestato solo dopo un’operazione di intelligence dei carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza.
