Ancora reazioni attorno all'eclatante decisione: solidarietà e preoccupazione, mentre i commissari ricalcolano fabbisogni e costi delle strutture private

di ILARIA LENZA

Massimo ScuraNon si placano le polemiche attorno al decreto varato dal commissario ad acta alla Sanità, Massimo Scura, con cui è stata definita la riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese. Continuano infatti a registrarsi reazioni rispetto alla decisione assunta dai 18 primari dell'ospedale di Vibo "Jazzolino", i quali hanno rimesso, attraverso un documento, il proprio incarico di struttura nelle mani del ministro Beatrice Lorenzin e del prefetto Carmelo Casabona. Una protesta singolare e sicuramente inedita che proseguirà ad oltranza, fino a ritiro del decreto commissariale. I primari del presidio ospedaliero vibonese non intendono compiere passi indietro e, oltre a dirsi "offesi" per le parole usate da Scura, annunciano ancora battaglia. Domani pomeriggio i dirigenti sanitari delle Unità operative dello "Jazzolino" terranno una conferenza stampa nella quale presenteranno alla Sanità calabrese il conto di quello che ai loro occhi appare come un depotenziamento progressivo del sistema assistenziale locale.

Mario Oliverio

Allarme e preoccupazione". In un quadro generale piuttosto teso, il presidente della Regione Mario Oliverio, pur attribuendo alla protesta dei medici di Vibo la straordinarietà "di un gesto di reazione alle scelte contenute nel decreto", ha invitato i sanitari alla calma. "Mi adopererò - ha detto Oliverio - per un incontro da svolgersi in tempi rapidissimi e faccio appello a tutti i medici primari di recedere dalla clamorosa protesta. Il mio appello è rivolto a garantire la necessaria tranquillità e sicurezza ai cittadini per la piena funzionalità delle strutture ospedaliere ma non senza dichiarare la mia piena comprensione delle ragioni che hanno indotto i primari a questa insolita forma di protesta. Lo ribadisco ancora una volta: quel decreto deve essere immediatamente sospeso e ritirato. La riorganizzazione della rete ospedaliera dovrà essere la risultante dei tagli di sprechi e inefficienze e di un confronto aperto con la Regione le istituzioni locali, gli operatori sanitari e le forze sociali e non espressione di una visione burocratica e ragionieristica della quale il sistema sanitario calabrese sta pagando un prezzo salato. Gli ospedali vanno resi più sicuri, più efficienti, più qualificati. Sarebbe colpevolmente dolosa - ha chiosato - una scelta che promuove il depauperamento e maggiori inefficienze nella erogazione dei servizi ospedalieri e territoriali".

Asp e Prefettura. Alla calma e alle responsabilità ha richiamato i medici, a poche ore dal gesto eclatante,  anche il direttore generale dell'Asp di Vibo Angela Caligiuri, che ieri ha incontrato il prefetto Carmelo Casabona per discutere sul da farsi. Nei prossimi giorni potrebbe infatti riunirsi il Collegio di direzione dell'Azienda sanitaria, "al fine di operare una valutazione congiunta della situazione venutasi a creare e degli eventuali provvedimenti da adottare". Ma le posizioni sembrano, almeno per il momento, essere inamovibili e tanti, nel mondo della medicina, hanno fatto quadrato attorno ai primari.

L'ordine dei medici. Vicinanza e solidarietà ha espresso nei confronti dei colleghi dell'ospedale l'Ordine dei medici provinciale e regionale, che condividendo le valutazioni dei primari dimissionari ha chiesto " l’avvio di un tavolo tecnico di concertazione che ridefinisca il documento di riorganizzazione della rete ospedaliera, premessa necessaria per il ritiro delle dimissioni dei colleghi ospedalieri, per le giuste aspettative di salute come costituzionalmente garantito per tutti i cittadini”.

Idv e Pd. E la politica non è rimasta fuori della questione. Lorenza Massenzo e Domenico Iaconantonio, componenti del dipartimento nazionale Sanità di Idv, hanno infatti fatto sapere che interesseranno della questione il senatore Maurizio Romani, vice presidente della commissione Sanità. Una discussione si rende invece necessaria, secondo Teresa Esposito, componente della commissione regionale Sanità del Pd, la quale ha chiesto al presidente una convocazione urgente per discutere della questione. Nel frattempo, i commissari stanno ricalcolando il fabbisogno di personale nelle strutture territoriali private, per ridefinire i relativi costi.