L'ingegnere di Gioia Tauro è accusato di essere il punto di riferimento della cosca Piromalli nel settore degli appalti di lavori pubblici 

Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Renato Vigna e Francesco Calabrese ha disposto la gradazione della misura cautelare nei confronti Pasquale Rocco Nicoletta.

L'accusa L’ingegnere di Gioia Tauro è imputato davanti al Tribunale di Palmi nel processo nato dall’inchiesta “Cumbertazione” nel quale al Nicoletta è accusato di associazione mafiosa, punto di riferimento della cosca Piromalli nel settore degli appalti di lavori pubblici. Il Tribunale del Riesame si è pronunciato dopo che i difensori avevano già ottenuto l’annullamento dell’originaria ordinanza di custodia cautelare davanti alla Corte di Cassazione.

La difesa La difesa ha sostenuto che Nicoletta avrebbe assistito e coadiuvato l’imprenditore Francesco Bagalà, uno dei principali imputati nel procedimento, nelle fasi esecutive della preparazione delle gare di appalto, ma non anche nella gestione di presunti “rapporti corruttivi” che i Bagalà avrebbero intrattenuto con la sorella Angela Nicoletta. Quest’ultima è il dirigente del settore Lavori Pubblici e spesso anche di presidente delle Commissioni di gara per gli appalti pubblici al Comune di Gioia Tauro e, adesso imputato nel procedimento.

Le gare d'appalto Nicoletta, dunque, non avrebbe mai assicurato tra Bagalà e la sorella una filiera comunicativa avente ad oggetto notizie coperte da segreto concernenti le diverse gare d’appalto cui concorrevano, né si sarebbe avvalso di suggerimenti indebiti finalizzati a favorire la cordata di cui faceva parte il Bagalà nella predisposizione delle offerte. Il Tdl ha disposto la scarcerazione di n
Nicoletta concedendogli la misura degli arresti domiciliari.