Vi sarebbero almeno tre donne calabresi tra le vittime della diffusione di immagini personali senza il consenso a sfondo sessuale, diffuse dai principali motori di ricerca dei server. Lo riporta questa mattina la Gazzetta del Sud. 

Mentre sui social rimbalza la notizia con l’intento di avvisare le potenziali vittime affinché possano denunciare, la ricerca per immagini restituisce un vero e proprio muro della mercificazione della donna. Ci vorrà del tempo finché tutte le tracce non siano più visibili, così, il paradosso è che proprio ora che il forum è chiuso, le immagini rimangono più o meno a disposizione di un pubblico ancora più ampio di prima. I danni  alla reputazione delle persone ritratte rischiano di amplificarsi a dismisura.