Al Cosenza non basta la carica dei 10 mila. Il Pordenone resiste e sfuma il sogno Serie B
Termina zero a zero la gara di ritorno dei quarti di finale dei playoff di Lega Pro. De Angelis: "Ci lecchiamo le ferite soprattutto per il gol preso all'andata"
Non sono bastati 10mila tifosi al Marulla per trascinare il Cosenza verso le semifinali playoff. A Firenze vola il Pordenone che capitalizza il gol nella gara d'andata al 97'. La squadra di De Angelis le prova tutte, rischia anche di capitolare e sfiora il gol del successo proprio al novantesimo con Mendicino. Il risultato però non cambia e lo zero a zero sancisce l'eliminazione. La stagione è finita come è terminato anche il sogno Serie B per i lupi rossoblù. Lacrime negli spogliatoi.
De Angelis: «Ci lecchiamo le ferite - dichiara in sala stampa il tecnico del Cosenza - soprattutto per il gol preso all'andata, un gol preso in un momento in cui i nostri ragazzi pensavano giustamente a tutt'altro. Se avessimo però dovuto pensare ad un modo bello per uscire dai playoff avremmo pensato a questo, nel calcio la fanno da padrone gli episodi e quei centimetri maledetti ci sono venuti un po' contro. Restare qui? Lo spero, ma ora non è il momento di pensarci: volevo solo ringraziare tutti i ragazzi che ho avuto la fortuna di allenare e che mi hanno dato modo di crescere, che mi hanno sopportato e supportato in tanti momenti. Ci sarebbe voluta una telecamera nello spogliatoio per vedere le lacrime che abbiamo versato. Credo che il mio legame con Cosenza sia palese a tutti, la gran parte dei tifosi mi ha sempre stimato sia da calciatore che da allenatore, un ringraziamento particolare a loro che mi hanno voluto sotto la Tribuna, è una fortuna che non è da tutti i giorni. Parlare di futuro è inopportuno, poco tempo fa leggevo un'intervista in cui si diceva che a Cosenza mancasse l'entusiasmo, stasera abbiamo dimostrato il contrario: Cosenza ed il Cosenza devono ripartire dalla massa che era allo stadio, toccherà ripartire da lì. Allan? C'è mancato parecchio, ma voglio ringraziare anche gli altri: Mungo che ha giocato con due infiltrazioni a partita, il Capitano che ha mangiato bocconi amari ed ha dimostrato di essere uomo vero e tutto il resto della squadra, uomini prima di calciatori».
