Prima la criminalità aggrediva gli appalti pubblici, oggi è diretta verso l'energia alternativa, la sanità privata, la tecnologia e l'immigrazione

Si è svolta questa mattina l'inaugurazione dell'anno giudiziari a Catanzaro. Il presidente della Corte d'Appello, Domenico Introcaso, nella sua consueta relazione ha fatto il punto sul fenomeno criminale soffermandosi inoltre, sulla grave carenza d'organico che affligge gli uffici giudiziari.

Capacità d'adattamento."La forza delle associazioni deriva dalla capacità di adattamento alle situazioni ed ai mutamenti in modo tale che esse si aggregano, si disfano, si ricostituiscono, si fondono a seconda della rilevanza criminale dei soggetti compartecipanti, dello stato di libertà e dell'esistenza in vita degli stessi, cui si correla l'ambito di azione e di attività criminale verso il quale l'intrapresa criminale è diretta. Se negli anni Novanta l'attività criminale era indirizzata prevalentemente agli appalti pubblici nell'edilizia, facendo lievitare notevolmente il costo delle opere a carico della collettività, oggi gli investimenti sono anche di altra natura. Dalle energie alternative alla grande distribuzione, dalla sanità privata alla tecnologia e all'immigrazione. Sono settori che hanno a che fare con i bisogni quotidiani di tante persone. E che per questo - conclude Introcaso - rendono più complicata l'azione repressiva".

Centralizzazione. "Ricorrenti sono segnali significativi di una tendenza alla centralizzazione delle famiglie 'ndranghetistiche che da microcosmi a struttura familiare e localistica assumono i caratteri di cellule interdipendenti e collegate al vertice da strutture sovraordinate". Un fenomeno capace di espandersi in tutto il mondo, dunque, per "curvare anche l'economia "sana" al delitto con indubbio e devastante effetto criminogeno", passando anche per gli interessi nel fenomeno delle migrazioni. Ed è grazie all'influenza su tutti i settori dell'economia che la 'ndrangheta ha potuto accumulare "enormi risorse finanziarie che determinano la necessità di riconversione dei proventi in attività lecite attraverso cospicui investimenti in realtà imprenditoriali afflitte dalla crisi in zone esenti dal fenomeno criminale in altre aree del territorio italiano, europeo ed extraeuropeo"

Affitti da capogiro. Per i soli uffici giudiziari collegati alla Corte d'Appello di Catanzaro e alla Procura distrettuale esistono contratti di affitto di immobili per un esborso annuo di 1,5 milioni di euro per gli uffici giudiziari di Catanzaro e di oltre 600 mila euro per quelli di Cosenza. Nella sua relazione il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, ha spiegato che "la ristrettezza degli spazi comporta il ricorso a costose locazioni di immobili ai fini della allocazione di articolazioni ed uffici della Corte e della Procura della Repubblica, oltre che della sede dei giudici di Pace". Il presidente ha, però, sottolineato l'importante collaborazione istituzionale che ha permesso di individuare l'ex struttura dell'ospedale militare di Catanzaro per realizzare i nuovi uffici della Procura, sottolineando "le carenze relative ai servizi di condizionamento dei Tribunali di Cosenza, Paola e Lamezia Terme, afflitti da gravi malfunzionamenti impiantistici affrontati negli anni con interventi parziali e limitati e che hanno eluso gli aspetti fondamentali".

Migrazione di giudici. "Le piante organiche di tutti gli uffici del distretto (requirenti e giudicanti) sono inadeguate sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo. Il recente intervento normativa ha apportato sicuri benefici alla gestione degli uffici del distretto, sopra tutti quelli a competenza distrettuale. Tuttavia, nel periodo - ha aggiunto - non può che ribadirsi che le scoperture di organico sono ormai endemiche dal punto di vista quantitativo". Secondo il presidente, "a stabili percentuali corrispondono solo modificazioni soggettive dei giudici trasferiti ma invarianza nel numero; il risultato è un movimento migratorio costante in uscita con entrate costituite da magistrati ordinari di prima destinazione che, per vincoli ordinamentali, non possono svolgere funzioni di Gip/Gup, a seguito di correttivo normativa, adottato nel periodo di interesse, di abrogazione dell'articolo 13, tanto da suggerire il ricorso ad applicazioni infradistrettuali o endodistrettuali, tali da pregiudicare la già carente efficienza degli uffici di provenienza".

Tribunali depotenziati. Nei dati riportati da Introcaso, si evidenziano le criticità dei tribunali di Vibo, con una scopertura del 33 per cento, Crotone (33%) e Catanzaro (25%), mentre rispetto alla situazione delle Procure lo stesso Introcaso ha definito la condizione come di "indubbia gravità", con due dei sette uffici inquirenti che hanno una scopertura del 50% e tre del 33%. Secondo il presidente della Corte d'Appello, dunque, "l'aumento di organico nei termini proposti appare essere quello minimo indispensabile per mirare a risolvere sia nel settore penale che in quello civile le urgenti problematiche degli uffici, in cui si registra un costante aumento delle sopravvenienze". Occorre potenziare il settore investigativo e giudiziario per fare fronte "all'emergenza mafiosa del territorio come emergenza nazionale". Il presidente Introcaso ha evidenziato la necessità di "non lesinare le necessarie risorse economiche" per affrontare questa emergenza.

GUARDA IL VIDEO
https://www.youtube.com/watch?v=KjlqB28rQPE