Lo Slai Cobas attacca duramente il sindaco e i funzionari del Comune capoluogo e ricorda a Costa le promesse della campagna elettorale. 

Una città pulita a metà. Tra quartieri dimenticati e periferie lasciate nella totale incuria. Quindici operai che attendono ancora di essere avviati al lavoro. E le promesse dell'attuale primo cittadino in campagna elettorale che vanno a sciogliersi con il passare dei mesi come neve al sole.

L'affondo. Lo Slai Cobas non ci sta. Dopo aver preso atto che molte aree della città rimangono escluse dal servizio spazzamento, attacca duramente l'amministrazione comunale di Vibo Valentia. "Che fine hanno fatto, a pochi mesi dall'insediamento della giunta Costa - si chiede il sindacato -  i tanto sbandierati (in campagna elettorale) proclami su una città più pulita se ora, alla prima prova, tutto si dissolve come neve al sole ed i cittadini – quelli di serie B, quelli che non avranno la fortuna di veder spazzate le proprie strade, costretti quindi a subire l'inevitabile montante marea di cartacce, polvere e rifiuti vari, devono abituarsi all'idea che a Vibo Valentia le tasse  -più che esose in rapporto al servizio offerto - si pagano ma quanto ai servizi... bisogna dimenticarseli?"

Assunzioni promesse. Su questo fronte si stenta ancora a trovare la quadratura del cerchio, sebbene gli animi siano ormai esasperati. I lavoratori restano sul piede di guerra, nella convinzione che "il risicato numero di operai assunti con la corposa riduzione di orario -quattro ore al giorno - non basti certo per soddisfare le necessità della città, pur con i corposi tagli allo spazzamento di cui solo ora si è venuti a conoscenza. Ed è sufficiente un giro per le vie della nostra sfortunata città per rendersene conto".

Le responsabilità. Alla luce di quanto sta accadendo, anche le dimissioni dell'assessore all'Ambiente Vincenzo De Filippis assumono per il sindacato "un altro significato". E forse costituiscono la cartina di tornasole della volontà dell'ex componente dell'esecutivo di evitare il "contatto" con funzionari comunali "autori di quella alzata d'ingegno - sostiene lo Slai Cobas - che ha pensato bene di lasciare fuori dalla pulizia e dal decoro circa la metà del centro urbano e tutte le frazioni". Funzionari definiti dallo Slai Cobas come "incompetenti" e di cui se ne chiede la testa senza mezzi termini. Ed il sindacato lo fa richiamando alle proprie responsabilità "il sindaco e la giunta, se non altro per aver avallato un così becero ed ingiusto capitolato".

Appello al prefetto. Non manca neppure un nuovo invito per un "incontro con il prefetto affinchè si mediti su quanto sta accadendo". E il dubbio rimane sempre lo stesso: "E' legittimo che i cittadini - conclude lo Slai Cobas - continuino a pagare un tributo per un servizio che non si riceve?" Ai posteri l'ardua sentenza.