Condannato l'avvocato che gestiva la "banca dell'usura" (NOME)
Oltre quattro anni di carcere per il legale: era il braccio operativo di un sistema di prestiti abusivi con tassi fino al 187%
Si chiude con una condanna pesante il primo atto giudiziario contro quella che la Guardia di Finanza ha definito una vera e propria "banca abusiva" radicata nel Cirotano. La Gup del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ha inflitto 4 anni e 4 mesi di reclusione all’avvocato Vincenzo Tridico, accusato di essere lo strumento legale e operativo dietro un giro di usura sistematico che per oltre un decennio ha strozzato l'economia locale.
L'indagine, condotta dalle Fiamme Gialle, ha scoperchiato un meccanismo attivo sin dal 2008. In un territorio segnato dalla crisi, il gruppo guidato dall’imprenditore Cataldo Basile (già uscito dal processo con un patteggiamento) si era sostituito agli istituti di credito ufficiali. Le vittime — circa quindici tra imprenditori edili, professionisti e produttori vinicoli — si rivolgevano all'organizzazione per ottenere liquidità, finendo però in una spirale di tassi d’interesse astronomici, arrivati in alcuni casi a toccare la soglia del 187%.
Secondo la ricostruzione della Procura, accolta dal tribunale, l'organizzazione disponeva di una forza finanziaria impressionante: sono stati accertati prestiti per quasi un milione di euro. In questo contesto, la figura dell'avvocato Tridico era centrale: non un semplice consulente, ma l'uomo che gestiva le transazioni e garantiva la solidità di un sistema che utilizzava anche pratiche estorsive per recuperare le somme prestate.
Il verdetto ha però distinto le responsabilità individuali: per l'avvocata Giulia Basile è arrivata l'assoluzione piena, non essendo stato provato il suo coinvolgimento nel giro illecito. Resta invece aperta la posizione di Salvatore Basile, per il quale il Gup ha disposto il rinvio a giudizio; il processo a suo carico inizierà il prossimo 26 ottobre. L'inchiesta segna un punto di svolta nel contrasto all'economia sommersa calabrese, dimostrando come la crisi di liquidità possa trasformare insospettabili professionisti in terminali di reti criminali.
