"Abbiamo assistito, all’indomani dell’insediamento di questa maggioranza politica al palazzo Razza, targata PD, Cinque Stelle e area progressista, al balletto che mirava a conferire un ruolo al pluridottore Giampiero Menniti.
Ci preme chiarire che non è nostro intento delegittimare la figura del neo capo di gabinetto. Anzi, probabilmente sarebbe stato un buon assessore comunale e soprattutto legittimato da un ruolo politico chiaro e inequivocabile.
Invece, dobbiamo assistere ad un goffo tentativo politico che nel corso del tempo si è manifestato per la sua inadeguatezza nei modi e nei termini di governo dei processi politici e amministrativi.
Prima di entrare nel merito della questione, le avvisaglie di tali tentavi erano già chiare all’indomani della pubblicazione di un bando, con fondi PNRR, che dalla lettura trapelava e faceva intendere, anche ai più distratti, il nome del futuro “vincitore”. Solo le denunce della politica e dei rappresentanti istituzionali o ancora eventuali rischi di carattere giuridico hanno fatto desistere dal proseguo del bando.
Per riacquisire credibilità politica dinanzi a tali evidenze, l’amministrazione comunale guadagnava il meritato podio per il taglio dei costi della politica.
Tutto questo lasciava presagire che ormai vi era il più totale disinteresse a dare un ruolo, seppure legittimo, al Menniti, anche perché tutto questo veniva avvalorato e confermato da quest’ultimo con delle dichiarazioni spontanee per mezzo dei canali social.
Ma ecco il colpo di scena, degno delle migliori commedie all’italiana anzi vibonesi!!!
Il famigerato “taglio dei costi della politica”, celava un espediente per recuperare le somme necessarie alla nomina del Menniti a capo di gabinetto. Una nomina che ha il sapore dell’inganno nei confronti dei cittadini che vi avevano creduto e dell’aumento del carrozzone politico.
Dove sono finiti gli urlatori di quel famoso partito contro i costi della politica?
La nomina di capo gabinetto, probabilmente legittima, ci lascia perplessi dal punto di vista amministrativo ma soprattutto dal punto di vista politico. Da quanto letto, quella del capo di gabinetto appare una figura sovrapponibile ai componenti della giunta se non addirittura allo stesso sindaco.
Oltre all’esigenza di nominare il pluri-dottore Giampiero Menniti, ad ogni costo, in seno a questa amministrazione non ci è ancora chiaro se lo stesso è chiamato a sopperire alle debolezze, all’inadeguatezza politica della giunta oppure è un impegno assunto in campagna elettorale a tutti i costi da assolvere.
Inoltre ci chiediamo se l’assenza politica dalla giunta comunale, in occasione della nomina del Menniti, da parte della delegazione del PD, è un atto politico concreto e responsabile ovvero una trovata teatrale per salvare le apparenze. Restiamo in trepidante attesa che vada in scena il prossimo atto! ". Così, in una nota Pasquale La Gamba, presidente provinciale di Fratelli d'Italia, Antonio Schiavello, capogruppo in Consiglio comunale e Fausto De Angelis, presidente cittadino.