Maurizio Bonanno, il ritorno alla poesia nel segno di Dante
Dopo oltre vent’anni di silenzio poetico, Maurizio Bonanno torna alla poesia, e lo fa con un riconoscimento di grande prestigio. La sua lirica “Intuarsi” è stata selezionata dalla Giuria dei Critici tra i finalisti del Concorso Nazionale di Poesia “Dantebus”, premio dedicato alla promozione dell’arte contemporanea nella sua espressione più pura: la parola in versi.
Un ritorno felice, dunque, per un autore già insignito della Croce d’Oro al Merito Letterario, la cui ultima raccolta poetica, Il libro dei mesi, risaliva al lontano 2002. La giuria ha motivato così la scelta:
“‘Intuarsi’ di Maurizio Bonanno esplora l’intimità e la reciprocità dell’amore attraverso un linguaggio poetico evocativo. Un viaggio emozionale che invita a perdersi e ritrovarsi nell’altro”.
Un giudizio che ben coglie la sostanza di una poesia che, pur nella sua essenzialità, racchiude la complessità dell’incontro umano, l’ineluttabile tensione tra il sé e l’altro. “Intuarsi” è infatti una parola che affonda le sue radici nella lingua di Dante Alighieri, un neologismo parasintetico tratto dal Paradiso (IX, v. 81), che indica il reciproco penetrare delle anime nella conoscenza e nell’amore. Non è un caso che Bonanno l’abbia scelta come titolo: essa diventa chiave di lettura del suo stesso percorso poetico e umano.
L’amore per Dante è, del resto, una costante nella vita e nell’opera di Maurizio Bonanno. Fondatore del Comitato Provinciale di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri, di cui è stato Vice Presidente Vicario per diciotto anni, Bonanno ha dedicato al Sommo Poeta anche un saggio, Sotto ’l velame delli versi strani, con prefazione del noto dantista Aldo Onorati. La sua formazione, intrisa di dantismo e di rigore filologico, emerge anche nella cura del linguaggio e nella densità simbolica della sua produzione poetica.
Conosciuto e apprezzato anche come giornalista e saggista, Bonanno ha negli anni privilegiato la ricerca storica, pubblicando numerosi studi che hanno incontrato l’interesse di lettori e studiosi. Tuttavia, la poesia resta il luogo originario della sua espressione, il territorio più autentico della sua voce interiore.
Questo nuovo riconoscimento segna dunque un ritorno e una rinascita, un ponte tra la memoria del passato e l’urgenza del presente. Nel suo “intuarsi”, Bonanno sembra non solo richiamare l’eco di Dante, ma anche suggerire un modo di vivere la parola poetica: come atto di condivisione, di conoscenza, di amore.
E in tempi in cui la poesia pare relegata ai margini, la voce di Maurizio Bonanno ci ricorda che essa continua a essere, come per Dante, una via privilegiata per “farsi intendere del mondo”.
