Traffico di droga nel Vibonese: condanna definitiva per il pentito (NOME)
La terza sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi difensivi

Diventa definitiva anche la condanna del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso nel processo “Anteo”, scaturito dall’inchiesta della Dda di Catanzaro contro un’organizzazione dedita al traffico di droga tra il Soveratese, il Vibonese e il Reggino.
La terza sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi difensivi, rendendo irrevocabili le 17 condanne inflitte in abbreviato e confermando la sentenza della Corte di appello di Catanzaro. Per Mancuso, esponente dell’omonima famiglia di Limbadi, la pena definitiva è di 4 mesi e 22 giorni.
L’inchiesta, scattata il 17 maggio 2021 con 30 misure cautelari e due avvisi di garanzia, ha fatto luce su un traffico di cocaina, hashish, marijuana, metadone ed eroina (anche nella forma del “cobret”), oltre che su episodi di estorsione, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi, anche da guerra, e materiale esplodente.
Ha retto in Cassazione l’impianto accusatorio sui reati contestati, mentre l’ipotesi associativa era già caduta in primo grado. Le dichiarazioni rese dallo stesso Mancuso avevano contribuito a delineare la disponibilità, in capo al sodalizio dei fratelli Fabiano, di un arsenale composto da mitra, kalashnikov, fucili, giubbotti antiproiettile e ordigni esplosivi, anche destinati a essere scambiati come contropartita nelle forniture di droga.
Tra le condanne più pesanti confermate quelle a Damiano Fabiano (9 anni, 2 mesi e 20 giorni) e Giuseppe Fabiano (7 anni, 5 mesi e 10 giorni). Con la decisione della Suprema Corte si chiude definitivamente il filone abbreviato dell’operazione “Anteo”.
