La storia sembra ripetersi, lasciando dietro di sé una scia di rabbia e sgomento. A distanza di soli ventiquattro mesi dall'ultimo drammatico episodio, il complesso di località Ponte Vecchio, gestito dalla "Poly2Oil", è tornato a essere teatro di un devastante incendio. Da circa sessanta minuti, le fiamme stanno divorando la vasta mole di rifiuti – prevalentemente carta e plastiche – accumulata all'interno del capannone di oltre duemila metri quadri.
Il rogo ha sprigionato una colonna di fumo nero e denso, che si è alzata rapidamente verso il cielo, diventando visibile dall'intera Piana di Gioia Tauro. L'impatto visivo e olfattivo ha fatto scattare immediatamente l'allarme tra i residenti, che temono ora per la qualità dell'aria e per le ripercussioni sulle eccellenze agricole che caratterizzano il territorio circostante. La preoccupazione è accentuata dalla caduta di detriti incandescenti che, spinti dal vento, stanno ricadendo sui campi limitrofi, alimentando il timore di una contaminazione diffusa.
Sul posto si è riversata una massiccia mobilitazione dei Vigili del Fuoco, giunti con diversi automezzi da vari distaccamenti. Le operazioni di spegnimento si annunciano complesse e prolungate, memori delle difficoltà incontrate durante il precedente rogo, quando le fiamme avevano resistito per ore all'azione dei pompieri.
La cittadinanza, spaventata, sta rispondendo chiudendosi nelle proprie abitazioni, con porte e finestre sigillate per tentare di arginare l'ingresso dei fumi. Parallelamente, si registra una calca di curiosi che, spinti dalla cronaca, si è riversata nei pressi della zona industriale; un afflusso che sta creando non poche complicazioni alla viabilità locale, costringendo gli agenti della Polizia Municipale di Palmi a un difficile lavoro di gestione del traffico e di messa in sicurezza dell'area.
​Le cause del rogo, al momento, rimangono ignote e saranno al centro delle verifiche che le autorità competenti avvieranno non appena la situazione sarà sotto controllo.