Coronavirus, Mileto "zona rossa". Il sindaco: "Decisione fuori luogo e incomprensibile"
"Dopo aver riflettuto molto, ci tengo a dirvi che la stessa ordinanza appare assolutamente fuor di luogo e incomprensibile sotto certi aspetti". Così il sindaco di Mileto, nel Vibonese, Salvatore Giordano, in una lettera inviata tra gli altri al neo commissario Longo e al presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì. Oggetto della discussione l'ordinanza firmata ieri sera dallo stesso Spirlì (ne abbiamo parlato QUI) che ha dichiarato Mileto "zona rossa".
Provvedimento "assolutamente incomprensibile". "Ritengo - scrive il primo cittadino - che il provvedimento de quo, che istituisce in tutta la provincia di Vibo Valentia solo Mileto quale zona rossa, sia uno specchietto per le allodole per nascondere responsabilità amministrative, gestionali e politiche che esulano la semplice emergenza del Covid". Nelle motivazioni si legge che "la valutazione della situazione epidemiologica degli ultimi 10 giorni valorizzerebbe una situazione" tale da determinare un aggravamento della situazione solo di Mileto. "In tal senso - replica Giordano - il provvedimento appare assolutamente incomprensibile, atteso che, dai monitoraggi eseguiti dal sottoscritto sindaco e da componenti della sua maggioranza, fondati sia su dati provenienti da ASP di Vibo Valentia, parlo dei medici in trincea, sia da quelli dei singoli cittadini emerge il contrario, cioè che proprio nell’ultima settimana la situazione non solo si è stabilizzata, quanto è migliorata".
Dati sui contagi "falsati". E ciò in seguito anche ai provvedimenti più restrittivi che il sindaco ha inteso adottare riguardo la chiusura totale del mercato settimanale, la limitazione alle esequie pubbliche, la chiusura delle scuole e la limitazione di alcuni spazi pubblici. Visto il ritardo anche di 15 giorni nel processare i tamponi, "i dati attuali su cui si fonda l’ordinanza sono assolutamente falsati perché se oggi scopriamo che a Mileto ci sono 56 contagiati, probabilmente loro lo erano 10/20 giorni prima, nel mentre i dati effettivi odierni da quel che ci risulta sono stabili se non in miglioramento".
Danni per le attività commerciali. L’ordinanza è quindi avvertita "come una forma di discriminazione che crea ulteriore sfiducia nei confronti delle istituzioni". "Ciò - continua la lettera - è aggravato dal confronto dei dati di Mileto con altri territori regionali, ove la diffusione del virus è maggiormente presente e dove nessun provvedimento si è avuto o di misura ridotta. Per Mileto cambia poco, solo che alcune attività locali che si erano attrezzate per riaprire i battenti con il rispetto delle regole Covid, di punto in bianco si vedono nuovamente costrette a chiudere , con motivazioni contraddittorie, per non dire infondate".
Revoca zona rossa. Da qui la richiesta di revoca della zona rossa, la sottoposizione a screening gratuito di massa, l’attivazione sul territorio dell’Usca e "un monitoraggio più tempestivo che consenta di poter decidere sulla base di dati immediati non solo di quelli positivi, ma valutando quelli negativi che sono molti". "Solo così - conclude Giordano - potrà dirsi che il provvedimento di istituzione della zona rossa abbia una ragione di esistere, altrimenti si tratterebbe solo di formalità, di restrizioni che servono a nascondere i veri mali della sanità in Calabria, discriminando un territorio che sta assumendo in generale comportamenti adeguati, quantomeno nella maggior parte dei casi".
