Un possibile focolaio batterico all’interno di un asilo di Tropea è al centro degli accertamenti sanitari e investigativi dopo la morte del piccolo Alessio Pio, il bambino di un anno e mezzo originario di Zungri deceduto all’ospedale di Catanzaro.

«Stiamo ipotizzando insieme all’Asp quello che potrebbe essere successo – ha spiegato all’Ansa Serena Miceli, dirigente della Family Baby School frequentata dal piccolo –. Molto probabilmente è un batterio che è entrato dall’esterno all’interno della struttura e stanno facendo le verifiche del caso per capire come interrompere questa catena di contagi».

Secondo quanto riferito dalla responsabile dell’asilo, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella del Clostridium difficile, un batterio generalmente associato agli ambienti sanitari, anche se al momento non esistono conferme definitive. «Questo tipo di batterio – ha aggiunto Miceli – non si debella con i normali prodotti a base di cloro utilizzati nelle scuole, ma con prodotti a base di acqua ossigenata normalmente impiegati negli ospedali».

La struttura ha comunicato la sospensione delle attività alle famiglie e ha avviato una sanificazione straordinaria con prodotti specifici. La decisione è arrivata dopo la segnalazione di diversi casi tra i bambini frequentanti l’asilo: circa 10-12 piccoli avrebbero manifestato sintomi compatibili con un’infezione gastrointestinale. Cinque sono stati ricoverati, tre già dimessi, mentre un altro bambino resta in cura all’ospedale di Catanzaro.

La vicenda è iniziata con il peggioramento delle condizioni di Alessio Pio, inizialmente ricoverato in una struttura sanitaria di Vibo Valentia e poi trasferito al capoluogo regionale con il sospetto di una setticemia. Nonostante i tentativi dei sanitari, il piccolo è morto.

Dopo la denuncia presentata dai genitori, la Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica e della salma, sulla quale sarà effettuata l’autopsia per accertare le cause del decesso. Anche l’Asp di Vibo Valentia ha avviato verifiche per ricostruire l’origine dei contagi e stabilire eventuali collegamenti tra i casi registrati nella struttura.